C'era una volta l'Est cover recensione marcoafumetti

C’era una volta l’Est – Recensione del fumetto di Boban Pesov

Boban Pesov ci porta in un viaggio dall’Italia alla Macedonia che in realtà nasconde molto, molto di più. Parliamone senza spoiler.

C'era una volta l'Est cover

Boban Pesov, l’autore

Boban Pesov, l’autore di C’era una volta l’Est, è un illustratore, fumettista e content creator.

Di origini macedoni, si trasferisce in Italia nel 1996 e cresce in Piemonte, diplomandosi prima al Liceo Artistico e laureandosi poi in Architettura.

La passione per il disegno e per il mondo dei fumetti lo ha portato a mettere da parte la carriera di architetto, dedicandosi alla narrazione visiva.

La popolarità per lui arriva attraverso il suo canale Youtube, dove con più di 100.000 iscritti pubblica vlog, vignette animate e così via.

Ovviamente – siamo pur sempre nel 2025 -, l’autore è attivo anche su altri social: su Instagram condivide strisce a fumetti che raccontano, sempre con il suo stile ironico, la sua vita quotidiana.

Nel corso della sua carriera ha pubblicato diverse opere tra cui NaziVegan Heidi, La variante Pesov, Better Call Boban, fino ad arrivare alla sua prima graphic novel: C’era una volta l’Est.

C'era una volta l'Est tavola 1

Un progetto ambizioso

Nata dopo un lavoro di due anni e definita dall’autore stesso la sua prima vera opera, C’era una volta l’Est – che è edita da Tunué – è una graphic novel personale in cui l’autore scava a fondo nelle sue origini e in quelle della sua famiglia.

L’idea è quella di voler raccontare ciò che la gente dell’Europa dell’Est – in particolare la gente della Macedonia – ha vissuto negli ultimi 30 anni.

C'era una volta l'Est tavola 2

Il primo approccio con la voglia di raccontare questa storia è nata nel 2016: ai tempi, un giovane (non sei vecchio ora, perdonami!) Boban ha intervistato suo padre proprio per chiedergli qualche aneddoto sulla sua vita da immigrato clandestino in Italia.

Alla fine di quell’intervista, le forti emozioni che trapelavano dal padre e il ricordo di ciò che l’autore aveva vissuto sulla propria pelle, hanno innescato in Boban un meccanismo che ha portato – dopo quasi dieci anni – a dar vita a questo fumetto.

La trama è presto detta: “In viaggio verso la Macedonia del Nord, una coppia di trentenni affronta le proprie difficoltà e i ricordi di una famiglia segnata dalla guerra, dalla perdita e dalla lotta per la sopravvivenza.”

Molti di voi, dopo aver letto la trama, potrebbero pensare ad un classico fumetto dove la coppia deve ritrovare se stessa con escamotage o metodi bizzarri ma in realtà C’era una volta l’Est – titolo che cita apertamente il film di Sergio Leone – è incredibilmente vero e intenso.

Viaggio nel tempo

Il fumetto si apre in maniera diretta: la mamma di Robert sta male e il protagonista, con sua moglie, prepara in fretta e furia le valigie per andare in ospedale in Macedonia.

Tutto questo accade nel 2022 ma, non appena inizia il viaggio in auto della coppia, la graphic novel si spacca in tre linee temporali.

https://mycomics.it/shop/cera-una-volta-lest-tunue-italiano/?srsltid=AfmBOoowKj7G6T9StD9dZwMM0DjD3ZSVl6WUsLk3ZIdDRQe3Z1aX7BhH/?coupon=marcoafumettigift
Acquista C’era una volta l’Est su MyComics!

La linea temporale più “lontana” narra le vicende di Milan all’inizio del 1992, un padre di famiglia che prova sulla sua pelle ciò che vuol dire lottare per sopravvivere. La Macedonia, infatti, si è appena staccata dalla Jugoslavia ed è diventata indipendente.

Questo momento così importante e complesso rende la vita dei macedoni dura, con poco lavoro e inflazione alle stelle. Milan decide così di fuggire clandestinamente insieme a due suoi amici per cercare un futuro migliore per lui e la sua famiglia.

Insomma, un viaggio intenso e duro, durissimo, alla ricerca di una vita degna che racconta le condizioni precarie e disperate dei tanti migranti.

La linea temporale intermedia racconta sempre le vicende di Milan, ma questa volta nel 2001, quando lui è già in Italia. Ammetto che a primo impatto mi è sembrato strano, perché andava a togliere un po’ la suspence e il brivido di “avventura” che c’è durante la fuga ma, visto il periodo storico (c’erano gli scontri tra Macedonia e Kosovo), l’autore decide che è il momento di fare un viaggio inverso e di tornare per un po’ dove tutto è iniziato.

Uno stile pazzesco

Nel presente, sono Robert e Micol ad intraprendere un viaggio lungo, nel mezzo di una vera e propria crisi di coppia.

La bravura di Pesov sta proprio in questo: raccontare una storia collegata utilizzando tre linee temporali diverse dove il viaggio è una parte fondamentale.

Vedere come i clandestini devono affrontare la dogana, vedere la reazione all’ottenimento del permesso di soggiorno ma anche banalmente vedere e percepire le emozioni dei personaggi che guardano dal finestrino le strade che cambiano nel corso degli anni ti fa sentire parte della famiglia.

C’era una volta l’Est è una storia intima, profonda e struggente che con la sua scrittura fluida e intrecciata e i suoi disegni pazzeschi – lo stile di Boban Pesov è perfetto – travolge il lettore, facendolo soffrire fin dalla prima pagina, per poi condurlo fino alla fine con un nodo alla gola di cui difficilmente vi liberete.

Se cercate una storia vera che racconta attraverso il viaggio la ricerca della libertà, del proprio posto nel mondo e dei problemi – che si possono superare – di una coppia nella vita di tutti i giorni, C’era una volta l’Est è ciò che fa per voi, preparate i fazzoletti però.

La recensione ti è piaciuta? Leggine altre qui!

Conclusioni
Conclusioni

C’era una volta l’Est è un viaggio attraverso la Macedonia, l’Italia e la speranza di una famiglia che in realtà ne rappresenta migliaia. Toccante, vero e profondo, vi farà ridere e vi emozionerà portandovi a più di un momento di riflessione.

PRO
  • La scelta delle tre linee temporali è azzeccata
  • È una storia vera e profonda
  • I disegni e la scrittura sono ottimi
  • Tanti personaggi secondari interessanti…
CONTRO
  • …che alla fine hanno poco spazio
9.5

I commenti sono chiusi.