Spider Noir cover recensione

Spider-Noir – Recensione della serie TV con Nicolas Cage

La serie sviluppata da Oren Uziel ci presenta un personaggio interessante e particolare, portandoci nel pulp degli anni’30.

Il ritorno del bianco e nero

In un mondo così veloce, pieno di azione, ritmi forsennati e colori vivacissimi, proporre un prodotto come Spider-Noir può significare azzardare.

Oddio, Spider-Noir ha diviso il pubblico ancor prima di uscire: non soltanto è una serie scollegata – o comunque alternativa – all’MCU ma è girata (e quindi visibile al pubblico) in due versioni.

La versione in bianco e nero, così come è stata concepita la serie e, di conseguenza, la versione a colori. Entrambe sono disponibili su Prime Video e la scelta è dello spettatore.

Si può decidere, negli otto episodi che compongono la stagione – già tutti disponibili – se accettare la scelta stilistica del regista e dei produttori o se “stare al passo con i tempi”.

A prescindere dalla nostra – e vostra – scelta, i produttori della serie potevano avere più coraggio. Perché? Andiamo per gradi.

Spider-Noir fulmine

Anni ’30

Spider-Noir è una l’adattamento televisivo del personaggio omonimo nato nel 2008 da Marvel Comics e che ha raggiunto il successo grazie alla sua comparsa in Spider-Man: Into the Spider-Verse, film che vede protagonista Miles Morales.

Fin dai fumetti, l’idea era chiara: reinventare alcuni degli eroi della Casa delle Idee in chiave hard boiled e pulp, ambientando le loro storie negli anni della Grande Depressione americana.

L’idea di rappresentare il classico Spider-Man in un vigilante degli anni ’30 tra corruzione politica e gangsterismo permetteva di creare un fumetto molto più cupo dell’originale e, quindi, di sperimentare tanto.

Oren Uziel, una delle menti dentro la serie, ha preso tutti questi elementi e li ha plasmati a suo modo. Il protagonista della serie Prime non è Peter Parker ma bensì Ben Reilly, investigatore privato ed ex vigilante noto come “The Spider“.

La trama, ovviamente, gira attorno a lui e al suo ritorno all’azione dopo diversi anni dove affronta nemici in una New York degli anni ’30.

Come potete vedere, l’anima fumettistica è molto marcata e presente, così come è molto presente la città, protagonista “non umana” e ferita.

Maschera Spider-Noir

Nicolas Cage: Ben Reilly

Se pensare a Spider-Man senza New York è estremamente difficile, è ormai difficile pensare al personaggio di Spider-Noir senza Nicolas Cage.

L’attore, oltre ad aver dato voce al personaggio nella sua versione animata nel film di Miles Morales, torna – questa volta in carne ed ossa – e interpreta il protagonista in maniera eccelsa, prendendosi la scena e dimostrandosi una scelta geniale ed azzeccata.

Non è troppo geniale, invece, lo script: in otto episodi, la serie ha sicuramente dei guizzi interessanti; a differenza di altri prodotti televisivi – ed in particolare quelli MCU – il prodotto è più impegnato e richiede un certo sforzo da parte del pubblico.

Non aspettatevi, dunque, una serie solo pugni e troppa azione perché potreste rimanere delusi. La serie si prende il suo tempo e – anche per citare i film e la tv anni ’30 e ’40 – potrebbe un po’ spaesare i meno abituati a momenti più introspettivi e a giochi di macchina e inquadrature che potrebbero risultare addirittura noiosi.

Nicolas Cage in Spider-Noir

Il punto debole

Lo script, dicevamo. Per me, il punto debole della serie; oltre a trattare i soliti temi triti e ritriti per un supereroe, non approfondisce mai e, anzi, accarezza la superfice per poi virare altrove.

Con una New York così “tosta” e il modo in cui l’America stava fortemente cambiando si poteva decisamente fare di più ed entrare più approfonditamente nei temi trattati, anche rischiando di discostarsi dal solito prodotto Marvel.

Anche perché, fortunatamente, Spider-Noir è una serie assolutamente a parte e non collegata – almeno per ora – ad altri prodotti e forse è proprio per questo che la mancata volontà di azzardare pesa più di altro.

Se non manca la componente emotiva – in alcuni momenti anche decisamente impattante – non basta citare i vecchissimi tempi e ogni tanto spezzare il ritmo con qualche battuta per ottenere un prodotto che può rimanere nell’immaginario collettivo per molto tempo.

Certo, la personalità e la forza di Nicolas Cage fanno tanto e, nella sua totalità, riescono a tenere a galla una serie buona ma che ha senza dubbio giocato col freno a mano tirato.

La recensione ti è piaciuta? Qui te ne aspettano altre.

Conclusioni

Conclusioni

Spider-Noir ci butta in una New York degli anni ’30 in piena crisi con un Nicolas Cage pronto a diventare il Ragno della situazione. Se la messa in scena, la fotografia e le atmosfere sono notevoli, la sceneggiatura scivola in alcuni punti e tratta alcuni argomenti interessanti soltanto superficialmente.

PRO
  • Nicolas Cage è una scelta di cast perfetta
  • Vederlo in bianco e nero è suggestivo
  • Finalmente una serie Marvel che non è collegata ad altre
  • Citazioni al mondo hard boiled e pulp
  • Tanti argomenti trattati…
CONTRO
  • …ma poco approfonditi
  • Sceneggiatura poco coraggiosa
  • Se non siete abituati, alcuni momenti potrebbero risultare noiosi
7

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