Un secolo prima degli eventi de “Il Trono di Spade” c’erano due eroi che vagavano per Westeros. È arrivato “A Knight of the Seven Kingdoms“.
L’Universo di Martin
Probabilmente neanche George R.R. Martin, mentre scriveva i romanzi, poteva immaginare che quello sarebbe stato l’inizio di una delle saghe televisive più famose di sempre, se non proprio la più famosa.
“Game of Thrones” è per molti LA serie TV e, sebbene il finale sia ancora una ferita per tutti i fan – me compreso -, la voglia di raccontare altre storie ambientate a Westeros è sempre stata forte.
L’Universo narrativo creato da Martin non comprende soltanto la serie principale – i cui romanzi sono bloccati, purtroppo – ma anche storie avvenute prima, tanto prima.
Esempio lampante è “House of the Dragon“, serie TV attualmente in corso – anch’essa basata su un romanzo – che racconta ascesa e declino della famiglia Targaryen.
Non solo, ci sono altri personaggi e altri romanzi; uno di questo è “Il cavaliere dei sette regni” di cui HBO ha voluto farci una serie.
Disponibile dal 19 gennaio su HBO Max, parliamo di “A Knight of the Seven Kingdoms“.

Dunk e Egg
Come detto dal titolo queste sono soltanto le prime impressioni – anche perché è uscito soltanto il primo episodio – e la recensione con voto arriverà a serie conclusa.
Ma di cosa parla “A Knight of the Seven Kingdoms”? In realtà parliamo di un adattamento di una serie di racconti e non di un vero e proprio romanzo.
I racconti narrano le avventure in giro per Westeros di Ser Duncan l’Alto (Dunk) e il suo giovane scudiero Aegon Targaryen (Egg).
Quindi la serie, inevitabilmente, si ritrova a farci vivere ciò che succede a questi due personaggi – interpretati rispettivamente da Peter Claffaey e Dexter Sol Ansell – mentre cercano il loro posto nel mondo.
Ovviamente non mancano – e non mancheranno – i riferimenti alla serie principale e qualche chicca per gli appassionati di teorie ma, a differenza della serie principale e del primo spin-off, è tutto molto più semplice.
Almeno apparentemente, perché sappiamo quanto questo Universo narrativo sia complesso e pieno di colpi di scena.

Il primo episodio
È proprio il primo episodio a tracciare la strada e a far capire subito che il tono non è quello a cui siamo abituati.
Dunk è un personaggio estremamente goffo e divertente, così come sono divertenti le situazioni in cui si trova.
Dimenticatevi i lunghi silenzi e i luoghi bui e tenebrosi di Westeros e preparatevi ad abbracciare la parte più giocosa e “sporca”.
Non solo, anche la durata dell’episodio è nettamente inferiore; parliamo di circa una 40ina di minuti che secondo me sono perfetti perché trasmettono perfettamente l’idea di “racconti”.
In 40 minuti non solo non ci sono tempi morti ma c’è spazio per tutto, dalla trama alle gag. Certo, a qualche fan potrebbe dar fastidio questa linea ma per me è centrata ed è una ventata di aria fresca in un Universo che forse mancava proprio in questo.
Alla fine, Dunk non si prende sul serio ed Egg sembra essere un ottimo compagno di viaggio. Non ci resta che aspettare gli altri episodi (sono 6 in tutto) e scoprire come evolverà questa particolare serie.
Ne riparleremo.
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Conclusioni
Il primo episodio di “A Knight of the Seven Kingdoms” funziona e, pur discostandosi per toni e modi della serie principale, sembra essere una ventata di aria fresca. Non resta che aspettare e vedere come il tutto si evolverà.
CERTEZZE
- Tornare a Westeros è sempre un piacere
- Dunk e Egg sembrano essere un’ottima coppia
- Il tono ironico dato è una buona scelta…
DUBBI
- …che potrebbe non essere gradita a tutti
- Manterrà il ritmo?
