DC Comics l’ha fatto di nuovo. A distanza di oltre 20 anni, Batman Hush incontra il suo seguito ufficiale ma… ce n’era bisogno?
Batman Hush, una vita fa
Quando Jeph Loeb e Tim Sale nel 2002 iniziarono a lavorare a “Batman Hush“, probabilmente non immaginavano di star per creare una delle storie di maggior successo del Crociato Incappucciato.
La trama – se siete tra i pochi a non conoscerla – ruota attorno ad un misterioso nemico, Hush, introdotto per la prima volta proprio dai due autori.
Hush organizza un piano complesso e, conoscendo benissimo Bruce Wayne, lo fa scontare con praticamente tutti i suoi nemici mettendolo alla prova fisicamente e, soprattutto, mentalmente.
“Batman Hush” è inoltre una serie decisamente lunga che, oltre ad avere successo nelle singole uscite in spillato, ha ricevuto consensi in tutte le sue versioni uscite, diventando una delle graphic novel più ristampate e amate dai fan.
In realtà , la storia di per sé è semplice e – nonostante qualche colpo di scena – non eccelle per la complessità della narrazione ma regala azione e scelte importanti per Batman, risultando un’ottima storia di ingresso per chi non ha mai letto il personaggio e per chi ama i bei disegni e i combattimenti spettacolari.
Insomma, un’opera che tra pregi e difetti ha fatto la storia del personaggio e dei comics americani. Tutto bene ciò che finisce bene, quindi? No, perché la DC Comics ha deciso che è tempo di tornare a respirare l’aria di quella storia.
Jeph Loeb e Jim Lee sono dunque tornati. Ed eccoci a parlare delle prime impressioni di “Batman Hush 2“.

Hush ritorna
A discapito di ciò che potevo pensare, l’annuncio di “Batman Hush 2” e del ritorno del duo di autori ha scatenato un hype fuori dal comune: parliamo di oltre 400.000 copie ordinate del primo numero (uscito su Batman 158).
Certo, i dati possono riflettere un mercato con lettori fortemente nostalgici ma, una volta uscito, le prime reazioni sono state fortemente divisive.
Le critiche principali le ha ricevute la trama, ritenuta non all’altezza dell’originale e che risulta un po’ una minestra riscaldata, così come non sono piaciuti i tanti ritardi nella pubblicazione che hanno rovinato l’esperienza di lettura.
Non sono mancano i commenti positivi che elogiano i disegni e le tavoli spettacolari, fidandosi ciecamente di un team che ha fatto la storia del personaggio.

Iniziativa commerciale?
E poi… ci sono io! Ho letto il primo numero italiano di “Batman Hush 2” disponibile per Panini DC sul numero 120 dello spillato e che include i primi due numeri della serie (158-159) e… non ne sono rimasto poi così tanto entusiasta.
Chiariamoci, la strada per avere un’opinione definitiva è bella lunga visto il tempo necessario per avere la serie completa ma non posso non ritrovarmi nei pareri che si sentono in giro.
È decisamente piacevole, in questi primi due numeri, ritrovare le atmosfere tipiche della prima serie, così come è innegabile la spettacolarità di alcune tavole, soprattutto nelle scene d’azione.
La sensazione generale, però, è quella di una serie nata stanca e che forse deve arrampicarsi sugli specchi per non cadere nel banale e nel già visto.
Certo, i due autori coinvolti non sono dei novellini ma forse, “Batman Hush 2” nasce più da esigenze commerciali che non dalla voglia dei due autori di tornare a narrare una storia che era finita nel modo giusto.
Staremo a vedere e ne riparleremo.
L’articolo ti è piaciuto? Leggine altri qui!
