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Due spicci: il ritorno di Zerocalcare su Netflix – Recensione

Uno dei fumettisti più influenti del panorama italiano torna su Netflix con la sue terza serie animata. Avrà fatto centro di nuovo?

Il viaggio di Zero

Diventato uno dei capisaldi del fumetto italiano, Michele Rech, conosciuto come Zerocalcare e cresciuto a Rebibbia – periferia di Roma – è un autore in grado di disegnare e scrivere storie che mescolano umorismo, amicizia, ansia sociale, depressione e politica.

La sua forza, oltre a toccare i temi sopracitati, sta nel creare personaggi iconici e che sono entrati nell’immaginario collettivo. Uno di questi è indubbiamente l’Armadillo.

Trattasi di una sorta di coscienza parlante che, sotto forma appunto di un Armadillo, commenta le vicende e le azioni dei protagonisti delle sue opere alternando tra sarcasmo e pessimismo.

Presente praticamente in tutti i suoi fumetti – e anche nelle serie tv! – è la voce interna che tutti noi abbiamo, tra paure e paranoie.

Sono tanti i volumi usciti durante il corso della sua carriera – a mio modo di vedere, non tutti allo stesso livello – fino a quando, nel 2021, Netflix decise che forse era il momento di far conoscere questo artista anche a chi, di fumetti, proprio non ne vuole sapere.

Con Strappare lungo i bordi, e, successivamente, con Questo mondo non mi renderà cattivo Zero non solo è stato conosciuto e apprezzato da tutta Italia ma è riuscito a comunicare e trattare, in maniera comprensibile praticamente a tutti temi come il fallimento, la rabbia e il dolore.

Due serie di successo non potevano certo bloccare l’ascesa dell’artista su Netflix. Infatti, è da poco disponibile Due spicci, nuova serie tv animata in 8 episodi.

Due spicci Zero sul prato

Due spicci

Non è difficile capire cosa ci aspetta: in Due spicci ritroviamo i personaggi che abbiamo imparato ad amare e che, in qualche modo, ci sono diventati amici.

Immancabili, quindi, Zero e l’Armadillo in una trama che gira intorno ad un piccolo locale gestito dall’amico del protagonista, Cinghiale.

Girare attorno ad un locale gestito vuol dire problemi economici, amicizie che cambiano, conti in sospeso – in tutti i sensi! – e, ancora una volta, l’ansia e la paura di crescere.

Perché ancora una volta? Beh, se non siete proprio dei novellini e avete seguito anche solo per un pezzo la carriera ormai quindicennale di Zero, riuscite presto a capire i temi e il modo di parlare – e raccontare – che l’autore porta avanti da anni.

Sebbene i piccoli cambi di location, abbinati ad una situazione apparentemente dal solito e con un “cattivo”, Paturnia, che deve riscuotere il debito, la serie è un po’ come le altre.

Un po’ slice of life e molto introspettiva, è un po’ come una tazza di cioccolata calda quando fuori piove e fa freddo. Sai che è lì, che ti conosce e che, in qualche modo, fa parte di te.

Leggendo queste righe potreste pensare che non siamo tanto lontani dalle sue precedenti creazioni e collaborazioni; ebbene non ci andate tanto lontano.

Due spicci frame

Siamo alle solite?

Per carità, Due spicci affronta problemi più adulti del solito – anche perché ci sono soldi di mezzo – e, soprattutto, si da molta più visibilità alle situazioni sentimentali dei protagonisti.

In un mondo in cui il termine “relazione tossica” viaggia a velocità supersonica, neanche Zero è riuscito a sottrarsi, usando questo concetto come pretesto per andare a parare sui soliti concetti, tra i quali il non sentirsi realizzati e la solita ansia sociale.

Dare un giudizio e recensire fumetti e, come in questo caso, serie tv di Zerocalcare è estremamente difficile. Se da un lato – a livello oggettivo – è innegabile il successo e il livello raggiunto dall’autore nel toccare e approfondire alcuni temi, è anche innegabile che forse in questi stessi argomenti si sia impantanato, come se fosse in una sorte di palude.

Si volta, si gira, ma alla fine la conclusione è sempre la stessa; chiaro, a livello soggettivo affrontare Due spicci – ma non solo – cambia da persona a persona.

Dipende dal vostro stato d’animo, da ciò che stato affrontando, da quanto vi rivedete nei protagonisti. Potrebbe devastarvi, così come potrebbe soltanto scalfirvi.

Forse, in fin dei conti, il successo più grande delle sue produzioni Netflix è questo: quando si è pronti, si schiaccia play e ci si fa psicoanalizzare.

Non tutti sono disposti a farlo ma, quando funziona, lascia sicuramente il segno.

La recensione ti è piaciuta? Qui te ne aspettano altre.

Conclusioni

Conclusioni

Pur basandosi su una trama diversa dal solito, Due spicci di Zerocalcare tratta i soliti argomenti nel suo solito modo. Probabilmente vi rivedrete nei personaggi della serie e la sentirete vostra, probabilmente non vi scalfirà ma, nel bene e nel male, è un classico prodotto di Zero.

PRO
  • Il mix tra umorismo e pugni allo stomaco funziona
  • Interessante lo switch alla vita da adulti
  • Se siete disposti, vi psicoanalizzerà ancora una volta
CONTRO
  • Gira e rigira i temi trattati sono quelli
  • Non è una serie per tutti e bisogna essere disposti a capirla
7.3

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