L’MCU accoglie, dopo tanti anni, la prima famiglia Marvel. Benvenuti nella recensione di uno dei film più attesi degli ultimi tempi.

La prima famiglia della Marvel
I Fantastici Quattro, soprannominati “la prima famiglia” della Marvel, sono un pilastro fondamentale dell’universo fumettistico della Casa delle Idee.
Creati dal leggendario duo formato da Stan Lee e Jack Kirby, debuttano nel 1961 con una testata fin da subito dedicata a loro e chiamata – ovviamente – Fantastic Four.
Il loro esordio ha segnato – oltre ad una narrativa adulta e continuativa tra gli episodi – l’inizio della famosa Silver Age dei fumetti Marvel.
I membri della famiglia sono Reed Richards (Mr. Fantastic), Sue Storm (La Donna Invisibile), Johnny Storm (La Torcia Umana) e Ben Grimm (La Cosa).
La rivoluzione portata da questi storici personaggi è stata travolgente. Dalla loro testata, infatti, oltre a famosissimi team-up (come quello con Spider-Man) sono nati nemici indimenticabili.
Probabilmente soltanto pochissimi di voi non hanno mai sentito parlare di Silver Surfer, Galactus e Doctor Doom.
Questi sono soltanto alcuni dei più noti nemici del gruppo ma, nella loro lunghissima vita editoriale, ci sono stati davvero nemici di ogni tipo.
Se volete leggere alcune delle storie più belle dedicate al quartetto, impossibile non citare il ciclo scritto da John Byrne o quello scritto da Mark Waid.

I Fantastici Quattro al cinema
Se nei fumetti il quartetto è amato e apprezzato, non si può dire lo stesso della trasposizione cinematografica.
Sono stati tanti i tentativi di portare il gruppo al cinema, spesso – se non sempre – con risultati catastrofici.
Il primo “Fantastic Four” del 2005 e il suo sequel del 2007 “Silver Surfer” hanno ottenuto giudizi disastrosi vuoi per il cast, per il tono narrativo utilizzato o anche semplicemente perché erano dei film oggettivamente brutti.
Non contenta, la Marvel commissionò a Josh Trank un reboot. Nel 2015, infatti, uscì di nuovo “Fantastic Four” e il risultato fu sbalorditivo… per la sua tragicità.
Con votazione 9/100 su Rotten Tomatoes, il film aveva delle criticità importanti tanto che lo stesso regista prese le distanze, lamentando una pubblicazione da parte della Marvel di una versione “danneggiata” rispetto alla sua versione originale.
Forse proprio per le difficoltà avute – nonostante le infinite richieste dei fan per l’importanza che il gruppo ha nel mondo Marvel – i personaggi non sono mai stati introdotti nell’MCU, fino ad oggi.
Con la regia di Matt Shakman, arriva la Fase Sei dell’MCU e indovinate un po’ qual è il film che celebra l’inizio di questa fase?
Lo sapete – anche perché ne abbiamo parlato fino ad ora – ma mi andava di fare una piccola gag.
Parliamo, senza spoiler, de “I Fantastici Quattro: Gli Inizi“.

Origini e inizi
In “I Fantastici Quattro: Gli Inizi” troviamo sì le origini del quartetto ma in maniera diversa da ciò a cui siamo abituati.
Il film, sebbene parta ovviamente dalle basi ed è la prima avventura del quartetto, presenta degli eroi già affermati e soprattutto amati.
La presentazione della loro storia e dei loro poteri avviene con una sequenza televisiva che presenta i protagonisti agli spettatori, utilizzando questo escamotage per far capire il loro status.
L’inizio, dunque, è segnato da questo evento e dalla gravidanza di Sue. Questo evento è cruciale non solo per il rapporto tra la Donna Invisibile e Reed, ma per tutto il film.
Film che vuole – e probabilmente deve – segnare i primi passi di questi supereroi in maniera decisamente lenta.
Sì, il film è decisamente lento, soprattutto nella parte iniziale. Può essere un bene per qualcuno e un male per qualcun altro ma non aspettatevi i combattimenti caotici e scoppiettanti di film tipo Thunderbolts.

Una grande famiglia
Il cast è decisamente azzeccato. Gli attori scelti per interpretare i protagonisti funzionano e il livello di recitazione è alto.
La famiglia, tra l’altro, è ben numerosa: oltre ai noti 4 e alla gravidanza di Sue, un elemento sorprendentemente importante è Herbie.
Nel contesto del film dove non manca la classica ironia Marvel (che può piacere o no) il robottino aiutante della Famiglia è perfetto sia visivamente che nei tempi di intervento e battute.
Oltre ad avere un buon cast, “I Fantastici Quattro: Gli Inizi” ha una buona CGI e in generale un buon comparto visivo (la rappresentazione di questi strani anni ’60 funziona), soprattutto nel rappresentare “La Cosa” e durante le scene nello spazio – più debole, invece, in alcune scene di caos nella città -.
Anche Galactus è realizzato decisamente bene e la sua presenza è imponente, così come è imponente – ma non troppo – il personaggio di Shalla-Bal.
L’Araldo di Galactus ha un ruolo importante e si sente, ma in alcune scene poteva essere realizzata meglio e, magari, avere un po’ di spazio in più.

L’importanza dei dialoghi
Se siete lettori di fumetti probabilmente lo sapete: i “Fantastici Quattro” combinano azione e divertimento a lunghe chiacchierate e dialoghi a volte “cosmici”.
In questo, il film riesce perfettamente: la presenza cosmica è ben marcata – d’altronde c’è Galactus – così come ci sono tanti, tantissimi dialoghi.
Il film è lento non soltanto all’inizio e nonostante qualche brusca accelerata – che forse genera anche qualche buco – dà ampio spazio alle vicende tra i personaggi e al loro rapporto.
Insomma circa due ore che potrebbero divertire meno del previsto e stordirvi tra calcoli matematici e piani sulla carta che spesso si rivelano difficili da realizzare.
“Fantastici Quattro: Gli Inizi” getta le basi per il tanto atteso arrivo del famoso quartetto nell’MCU. La sua uscita, vicina al grande evento “Avengers Doomsday” che vede come nemico proprio Victor Von Doom sta a significare che la Marvel ha grandi progetti per questi personaggi.
Probabilmente, se andate in sala con le aspettative da capolavoro potreste rimanere scottati ma, alla fine, il titolo è inequivocabile. Dovevano essere “i primi passi” e i primi passi sono stati, con tutti i difetti del caso.
La recensione ti è piaciuta? Leggine altre qui!
I Fantastici Quattro: Gli Inizi deve fare tante cose: iniziare la Fase Sei, risollevare l’MCU e introdurre al grande pubblico questi amati personaggi. Ci riesce? Soltanto a metà, con la speranza che questi primi passi portino il quartetto verso avventure sempre più emozionanti.
PRO
- Visivamente convincente…
- Il cast funziona
- Herbie è un grande
- Si sente la potenza di Galactus…
- La storia è lineare…
CONTRO
- …ma alcune volte scivola
- In alcuni punti decisamente lento
- …ma alcune soluzioni sono affrettate
- …ma non osa mai
