Disponibile nelle sale cinematografiche italiane dal 30 aprile, parliamo senza spoiler di Thunderbolts*, il nuovo film dell’MCU.

Un gruppo… particolare
Lo so, quando immaginate di dover andare al cinema a vedere un film dell’MCU pensate magari agli Avengers, agli X-Men o ai Fantastici Quattro, che vedremo a breve.
Il vostro primo pensiero non può mai essere dedicato ai Thunderbolts, anche perché quanti di voi li conoscono?
I Thunderbolts sono un gruppo di “supereroi” dell’universo fumettestico Marvel composto soprattutto da ex criminali e antieroi. Nato nel 1997 dallo scrittore Kurt Busiek con i disegni di Mark Bagley, è apparso per la prima volta nel numero 449 dell’Incredibile Hulk.
Originariamente nati come finti supereroi secondo i piani del Barone Zemo, hanno l’obiettivo di ricreare i Signori del male quando alcuni membri del gruppo si ribellano e sconfiggono proprio il Barone, diventando a tutti gli effetti dei pentiti.
Insomma, un gruppo decisamente particolare e con personaggi non proprio sotto la luce dei riflettori che, come spesso accade nei fumetti Marvel, è stato più volto scomposto e ricomposto, cambiando diverse volte faccia e soprattutto modo di pensare e agire.
È proprio da questa base che il film Thunderbolts* parte: da un gruppo né di eroi, né di antieroi.

I Thunderbolts nel film
Il gruppo Marvel che ritroviamo in Thunderbolts* vede dei personaggi con un passato difficile e, soprattutto, che hanno un ruolo decisamente poco etico all’interno dell’Universo.
Parliamo di Yelena Belova (interpretata da Florence Pugh), Bucky Barnes (interpretato da Sebastian Stan), U.S. Agent (interpretato da Wyat Russell), Red Guardian (interpretato da David Harbour) e Ghost (interpretata da Hannah John-Kamen).
Il primo pensiero che molti di voi avranno avuto leggendo le righe qui sopra è “chi sono questi?” e probabilmente avete anche ragione.
In realtà, se siete fan incalliti dell’MCU questi personaggi li conoscete e conoscete anche ciò che li accomuna: sono tutti dei perdenti e dei falliti, emarginati dalla società che ormai non vivono, ma sopravvivono.
Questi antieroi non arrivano per caso, anzi, sono un risultato di diverse sottotrame aperte in vecchi film e serie TV – come Black Widow o Falcon and The Winter Soldier – facendo incontrare storie che fanno da collante tra di loro per poi dare vita a qualcosa di nuovo.

L’unione fa la forza
Incastrati in una situazione che è una vera e propria trappola da parte di Valentina Allegra de Fontaine, il “gruppo” si ritrova a dover affrontare i propri demoni e a collaborare tra loro, non senza problemi.
È proprio questa la grande forza del film: il gruppo funziona alla grande. Oltre ad un cast ottimo – non alla prima esperienza in Marvel -, i personaggi danno vita ad una sorta di ibrido tra la Suicide Squad e i Guardiani della Galassia.
Sempre ad un passo tra lo svolgere azioni buoni e l’uccidere chiunque, i Thunderbolts* hanno una forte identità che cresce durante tutta la durata del film diretto da Jake Schreier e che vi resterà impressa per un po’.
Con il giusto spazio che finalmente trovano, i protagonisti emergono senza dover per forza essere paragonati ai grandi eroi: tutti hanno un ruolo fondamentale nel gruppo, come dei pezzi di puzzle che si completano per affrontare Sentry, la minaccia di questa pellicola.
In realtà, i difetti non mancano: sebbene il gruppo funziona e si amalgama bene, ci sono alcuni personaggi che nonostante il ruolo di protagonisti hanno meno spazio – e probabilmente tempo – per essere approfonditi.
Non tutti i personaggi hanno lo stesso cammino e si evolvono come Yelena o Red Guardian, ma ciò che stupisce è la forza del gruppo che riesce a lasciare il segno, sperando in approfondimenti futuri.

Azione e ironia
Il picco di ironia e divertimento nei film Marvel c’è stato con i Guardiani della Galassia di James Gunn ma, sebbene profondamente diverso nel contesto, Thunderbolts* riesce a creare un mix perfetto tra azione, drammaticità e ironia.
Prendere alcuni dei personaggi meno importanti dell’MCU, unirli e creare da zero un gruppo che avrà un’importanza notevole in futuro non era facile ma qui funziona decisamente bene.
Inoltre, a differenza degli ultimi progetti cinematografici Marvel, i collegamenti alla maxi trama ci sono e funzionano, dando davvero la sensazione che l’universo condiviso a cui eravamo abituati stia tornando.
In poco più di due ore – nonostante i suoi difetti – vi troverete un film che funziona, che diverte con le sue scene d’azione ben riuscite (non perfette) e che regala delle sorprese niente male.
Con un cattivo ben caratterizzato – a discapito di una trama un po’ lenta a volte -, vi sentirete parte del gruppo e anche di una ripartenza dell’intero MCU.
Se siete in attesa di grandi come i film sui Fantastici Quattro e Avengers: Doomsday, la visione di Thunderbolts* oltre a darvi un po’ di sana adrenalina potrebbe rilevarsi più fondamentale del previsto.
Ah, grande attenzione alle scene post-credit e, soprattutto, non sottovalutate la potenza dell’asterisco. Vi stupirà!
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Dopo diversi prodotti evidentemente stanchi, Thunderbolts* arriva come una ventata d’aria fresca che mette al centro della scena dei personaggi marginali, riuscendo a creare un gruppo che vi divertirà e vi stupirà, nonostante qualche difetto qua e là.
PRO
- Il cast funziona
- Un buon antagonista che merita di essere approfondito
- Buon mix di azione e divertimento
CONTRO
- I tanti collegamenti con altri prodotti dell’MCU potrebbero mettere in difficoltà gli occasionali
- Ci mette un po’ a partire
- Alcuni personaggi hanno meno spazio di altri
