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Ho letto il primo numero di Tex, 77 anni dopo

Sergio Bonelli Editore inaugura una nuova collezione intitolata “Tex Collezione Book” e ristampa interamente le vicende del famoso Ranger.

Tex Willer personaggio

“Ho letto…”, la nuova rubrica

Questo articolo sotto categoria “Ho letto…“, primo di tanti – si spera -, nasce con l’idea di affiancare le più classiche recensioni dei nuovi prodotti in uscita, senza dimenticare le storie e in generale i tantissimi fumetti che migliaia di lettori amano e che altri devono ancora scoprire.

Non si può non raccontare di fumetti come Watchmen, V per Vendetta e così via soltanto perché non sono novità. Sento il bisogno di parlarvene e di spiegarvi perché i fumetti sono così importanti nella mia vita e, credo, nella vita di coloro che leggono i miei articoli.

Quindi va bene scrivere recensioni, va bene parlare del nuovo ma la storia non può e non deve essere dimenticata. Anche perché, ovviamente, se siamo arrivati a questo punto è anche grazie a fumetti che hanno fatto la storia.

Non si può parlare di storia del fumetto, soprattutto italiano, senza citare Tex. Lo so, Tex lo conoscete praticamente tutti – soprattutto se siete un po’ più anzianotti di me – e probabilmente un altro articolo sul Ranger potrebbe sembrarvi strano ma, come detto, voglio raccontarvi ciò che mi ha lasciato la lettura del suo primo numero.

Tex la mano rossa cover

Tex: La mano rossa

In occasione di Tex 774, la Bonelli ha allegato all’albo il primo numero della “Tex Collezione Book“, una ristampa cartonata – mensile – che ripropone le avventure proprio del Ranger, partendo da “La mano rossa“.

Pubblicato per la prima volta in Italia il 30 settembre 1948 dalla casa editrice Edizioni Audace – che diventerà poi la Bonelli che conosciamo -, “La mano rossa” è il primo albo della serie a fumetti che tutti conosciamo come Tex.

In realtà, il primo vero albo a strisce è “Il totem misterioso” che è stato poi ristampato nella raccolta chiamata “La mano rossa”.

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Nonostante la richiesta dei più affezionati e puristi, la Bonelli ha deciso di non pubblicare le famose “strisce” e ha optato per un formato più standard e affine ai tempi moderni.

Gli autori sono inevitabilmente Gianluigi Bonelli al soggetto e sceneggiatura e Aurelio Galleppini (in arte Galep) ai disegni e la trama è, in realtà, abbastanza semplice: Tex è un fuorilegge dal cuore nobile, perseguitato ingiustamente. Indagando su una misteriosa organizzazione chiamata “La mano rossa”, viaggia nel territorio americano conoscendo amici e nemici.

I valori e l’importanza di Tex

Ovviamente, la trama e la scrittura non possono che risultare un po’ datate agli occhi dei moderni lettori (me compreso), abituati a ritmi e modalità di sviluppo completamente diversi.

Eppure, sfogliando le pagine del primo numero di “Tex collezione book” mi è sembrato davvero di viaggiare nel tempo e di sentirmi un signore appassionato che riscopre per l’ennesima volta le origini del suo amato personaggio.

Tex è stata una vera e propria rivoluzione, riuscendo a diventare un simbolo di giustizia e lealtà in un Italia ancora fortemente segnata dalla Seconda Guerra Mondiale, riuscendo a crearsi lo status di mito.

Tex il totem misterioso tavola

Tex – e i suoi autori – hanno dato vita ad un fumetto popolare per adulti (sfatando il mito che il fumetto è per bambini, mito che a volte si sente ancora in giro ahimè) riuscendo a conquistare pubblico di tutte le età, mettendosi al fianco dei grandi supereroi americani.

D’altronde, parliamo di un ranger che difende i nativi americani in un epoca – parliamo degli anni ’50 – in cui proprio i nativi erano considerati “i cattivi”.

Tex non tollera il razzismo, le ingiustizie e l’abuso di potere, dimostrando spesso di essere disposto ad uccidere ma riuscendo a rimanere tutto d’un pezzo e, soprattutto, sempre giusto e vicino ai lettori.

La rivoluzione

L’importanza di Tex non è soltanto legata al punto di vista morale ma anche editoriale. Le sue pubblicazioni hanno contribuito alla nascita del famoso formato “bonelliano“: albi mensili di circa 100 pagine in bianco e nero, con storie spesso autoconclusive.

Un fumetto popolare a tutti gli effetti insomma, che è stato – e continua ad essere – tramandato di generazioni in generazioni, dai nonni ai papà fino ai figli, che crescono perdendosi nelle lande americane alla ricerca di giustizia.

La rivoluzione partita con Tex non si è fermata soltanto in Italia: in Brasile le storie del Ranger sono seguitissime e molto amate, quasi quanto da noi.

La sua longevità, inoltre, è considerata una rarità nel mondo a fumetti western, grazie alla sua capacità di invecchiare evolvendosi senza mai snaturarsi troppo.

Insomma, quando si parla di Tex non si parla soltanto di un fumetto ma di un vero e proprio fenomeno culturale italiano, portatore di tradizioni, valori ed emozioni che sono radicate profondamente nel cuore dei lettori.

Leggere “La mano rossa” per me ha significato entrare a contatto con un personaggio quasi sacro e mi ha trasportato davvero nel tempo e, nonostante il peso degli anni, mi ha permesso di capire perché ormai Tex è un’icona e vanto tutto italiano.

Un viaggio che serve a capire e che consiglio di fare a tutti, perché davvero necessario.

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