Sergio Bonelli Editore inaugura una nuova collezione intitolata “Tex Collezione Book” e ristampa interamente le vicende del famoso Ranger.

“Ho letto…”, la nuova rubrica
Questo articolo sotto categoria “Ho letto…“, primo di tanti – si spera -, nasce con l’idea di affiancare le più classiche recensioni dei nuovi prodotti in uscita, senza dimenticare le storie e in generale i tantissimi fumetti che migliaia di lettori amano e che altri devono ancora scoprire.
Non si può non raccontare di fumetti come Watchmen, V per Vendetta e così via soltanto perché non sono novità. Sento il bisogno di parlarvene e di spiegarvi perché i fumetti sono così importanti nella mia vita e, credo, nella vita di coloro che leggono i miei articoli.
Quindi va bene scrivere recensioni, va bene parlare del nuovo ma la storia non può e non deve essere dimenticata. Anche perché, ovviamente, se siamo arrivati a questo punto è anche grazie a fumetti che hanno fatto la storia.
Non si può parlare di storia del fumetto, soprattutto italiano, senza citare Tex. Lo so, Tex lo conoscete praticamente tutti – soprattutto se siete un po’ più anzianotti di me – e probabilmente un altro articolo sul Ranger potrebbe sembrarvi strano ma, come detto, voglio raccontarvi ciò che mi ha lasciato la lettura del suo primo numero.

Tex: La mano rossa
In occasione di Tex 774, la Bonelli ha allegato all’albo il primo numero della “Tex Collezione Book“, una ristampa cartonata – mensile – che ripropone le avventure proprio del Ranger, partendo da “La mano rossa“.
Pubblicato per la prima volta in Italia il 30 settembre 1948 dalla casa editrice Edizioni Audace – che diventerà poi la Bonelli che conosciamo -, “La mano rossa” è il primo albo della serie a fumetti che tutti conosciamo come Tex.
In realtà, il primo vero albo a strisce è “Il totem misterioso” che è stato poi ristampato nella raccolta chiamata “La mano rossa”.
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Nonostante la richiesta dei più affezionati e puristi, la Bonelli ha deciso di non pubblicare le famose “strisce” e ha optato per un formato più standard e affine ai tempi moderni.
Gli autori sono inevitabilmente Gianluigi Bonelli al soggetto e sceneggiatura e Aurelio Galleppini (in arte Galep) ai disegni e la trama è, in realtà, abbastanza semplice: Tex è un fuorilegge dal cuore nobile, perseguitato ingiustamente. Indagando su una misteriosa organizzazione chiamata “La mano rossa”, viaggia nel territorio americano conoscendo amici e nemici.
I valori e l’importanza di Tex
Ovviamente, la trama e la scrittura non possono che risultare un po’ datate agli occhi dei moderni lettori (me compreso), abituati a ritmi e modalità di sviluppo completamente diversi.
Eppure, sfogliando le pagine del primo numero di “Tex collezione book” mi è sembrato davvero di viaggiare nel tempo e di sentirmi un signore appassionato che riscopre per l’ennesima volta le origini del suo amato personaggio.
Tex è stata una vera e propria rivoluzione, riuscendo a diventare un simbolo di giustizia e lealtà in un Italia ancora fortemente segnata dalla Seconda Guerra Mondiale, riuscendo a crearsi lo status di mito.

Tex – e i suoi autori – hanno dato vita ad un fumetto popolare per adulti (sfatando il mito che il fumetto è per bambini, mito che a volte si sente ancora in giro ahimè) riuscendo a conquistare pubblico di tutte le età, mettendosi al fianco dei grandi supereroi americani.
D’altronde, parliamo di un ranger che difende i nativi americani in un epoca – parliamo degli anni ’50 – in cui proprio i nativi erano considerati “i cattivi”.
Tex non tollera il razzismo, le ingiustizie e l’abuso di potere, dimostrando spesso di essere disposto ad uccidere ma riuscendo a rimanere tutto d’un pezzo e, soprattutto, sempre giusto e vicino ai lettori.
La rivoluzione
L’importanza di Tex non è soltanto legata al punto di vista morale ma anche editoriale. Le sue pubblicazioni hanno contribuito alla nascita del famoso formato “bonelliano“: albi mensili di circa 100 pagine in bianco e nero, con storie spesso autoconclusive.
Un fumetto popolare a tutti gli effetti insomma, che è stato – e continua ad essere – tramandato di generazioni in generazioni, dai nonni ai papà fino ai figli, che crescono perdendosi nelle lande americane alla ricerca di giustizia.
La rivoluzione partita con Tex non si è fermata soltanto in Italia: in Brasile le storie del Ranger sono seguitissime e molto amate, quasi quanto da noi.
La sua longevità, inoltre, è considerata una rarità nel mondo a fumetti western, grazie alla sua capacità di invecchiare evolvendosi senza mai snaturarsi troppo.
Insomma, quando si parla di Tex non si parla soltanto di un fumetto ma di un vero e proprio fenomeno culturale italiano, portatore di tradizioni, valori ed emozioni che sono radicate profondamente nel cuore dei lettori.
Leggere “La mano rossa” per me ha significato entrare a contatto con un personaggio quasi sacro e mi ha trasportato davvero nel tempo e, nonostante il peso degli anni, mi ha permesso di capire perché ormai Tex è un’icona e vanto tutto italiano.
Un viaggio che serve a capire e che consiglio di fare a tutti, perché davvero necessario.
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