Tratto dal romanzo autobiografico di Amélie Nothomb arriva al cinema il film d’animazione che è una carezza al cuore.

Amélie
Amélie Nothomb è una scrittrice, figlia di un diplomatico belga che ha trascorso la sua infanzia prima in Giappone e poi in Cina.
Da sempre curiosa, è diventata col tempo una scrittrice con una routine prestabilita: dedica quattro ore al giorno alla scrittura e pubblica un libro all’anno, generalmente a fine agosto.
Essere una “nomade” le ha permesso di essere un pozzo di esperienze e di conoscenza. La Nothomb realizza prevalentemente romanzi autobiografici e la sua fonte di ispirazione è il proprio il suo percorso di vita non convenzionale.
Non solo, i suoi innumerevoli romanzi – sono davvero tantissimi – le hanno permesso di vincere decine di premi e nel 2022, con “Primo Sangue” vince il “Premio Strega” Europeo.
È proprio da un suo romanzo, “Metafisica dei tubi“, che nasce “La piccola Amélie“. Il film d’animazione diretto da Maïlys Vallade e Liane-Cho Han Jin Kuang è una favola sull’infanzia che parla a tutti, grandi e piccini.

Il mondo con gli occhi dei bambini
Il film, disponibile in sala dal 1 gennaio grazie a Lucky Red, adatta in circa 1 ora e 15 il romanzo ma lo fa in modo tutto suo.
I due registi hanno optato per una trasposizione non letterale ma che punta tutto sullo stile di animazione: colori saturi, linee morbide e una messa in scena che lascia spesso senza parole accompagnano Amélie alla scoperta del mondo.
Sì, il film è il racconto dell’infanzia di Amélie e dei sue primi anni di vita in Giappone ed inizia in modo strano e deciso.
D’altronde, Amélie fino a due anni non parla e passa la sua vita immobile, quasi come se fosse un vegetale.
La sua vita cambia quando la nonna arriva dal Belgio e le fa assaggiare un po’ di cioccolato bianco.
Da quel momento, la bimba si risveglia ed inizia a guardare ed esplorare il mondo trascinando lo spettatore dentro gli occhi di Amélie, aiutandola a scoprire la vita per la prima volta.
Se il primo grande guizzo arriva col cioccolato bianco, la seconda iniezione di vitalità Amélie la trova in Nishio-san, la donna che aiuta a tenere in ordine la casa.
La casa non è un elemento secondario, anzi, è dove lei – e probabilmente di noi – inizia a muovere i primi passi e dice le prime parole, litigando con la sorellina e il fratellino e osservando la mamma e il papà fare “cose da adulti”.
Il sapore dell’infanzia
Il film è una continua scoperta che si prende i suoi tempi ma che non annoia mai. Sarà perché mentre Amélie scopre il mare o gli yokai l’animazione raggiunge il suo apice con scorsi e paesaggi mozzafiato o sarà perché guardare il mondo come lo guarda rende la pellicola fruibile a tutti.
Ascoltare la pioggia, mangiare un nuovo piatto, divertirsi con le persone a cui si vuole bene; tutto questo avviene con una non-fretta. Ed è forse la chiave vincente di questo film.
L’infanzia è un tempo lungo e breve allo stesso tempo, perché se da un lato le cose vengono scoperte pian piano, dall’altro si cresce in fretta e le cose che si guardavano o assaggiavano con spensieratezza trovano un nuovo sapore, forse più amaro.
Anche in “La piccola Amélie” c’è un evento traumatico – che viene trattato perfettamente – che traccia una linea e segna la fine dell’innocenza.
La molteplicità di scoperte e di soluzioni visive e narrative porta il film a parlare tutti e sebbene lo stile può essere perfetto per i più piccoli – che devono vederlo – è giusto per gli adulti.
“La piccola Amélie” è un film perfetto in ciò che vuole essere. È un dolce racconto dell’infanzia e una carezza sul cuore che permette, grazie ai suoi disegni e alle sue scene lente e caratteristiche, di far sognare i bambini e di far tornare indietro nel tempo i più grandi.
È originale nella sua struttura e perfetto per chi ama ancora sognare con gli occhi dell’innocenza. Se volete rivivere l’infanzia e riscoprire il mondo come se foste appena nati non pensateci più e correte in sala.
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“La piccola Amélie” è una chicca dell’animazione occidentale che racconta i primi passi e i momenti dell’innocenza con gli occhi di una bambina curiosa e fuori dalle righe. Con uno stile che toglie il respiro, è una carezza al cuore e all’anima.
PRO
- Lo stile d’animazione è meraviglioso
- Tratta il tema dell’infanzia perfettamente
- Dura il giusto
- Fa sognare i bambini e fa tornare bambini gli adulti
