Stranger Things 5 episodio finale cover recensione

Stranger Things 5 – Recensione senza spoiler del finale

La serie più importante di Netflix giunge a conclusione con un lungo episodio finale che ha spaccato il pubblico. Ne parliamo insieme.

Mike, Dustin, Will e Lucas in Stranger Things 5

Un passo indietro

Ci sono voluti diversi anni per concludere “Stranger Things“, la serie iniziata nel 2016. Non solo, la quinta stagione, composta da luuuuunghi 8 episodi è stata spezzata in tre volumi.

Del primo volume ne abbiamo parlato in un articolo dedicato, del secondo ho invece espresso un breve parere su Instagram e Facebook.

Quando vengono “toccate” serie così importanti e così amate dai fan il rischio di essere “attaccati” è dietro l’angolo.

Non solo, quando il parere va contro la massa, il rischio di “scottarsi” è maggiore, perché spesso i fan sono vittime di un amore viscerale e quasi accecante nei confronti di un prodotto.

A volte però bisogna accettare la realtà, un po’ come fu ai tempi per “Game of Thrones“. E la realtà dice che le aspettative gigantesche che c’erano per la quinta stagione e soprattutto per l’ultimo episodio di “Stranger Things” non sono state ripagate.

Diciamoci la verità, le premesse e i preparativi nel Volume 1 e 2 avevano già mostrato evidenti debolezze della serie che forse ha spremuto troppo certe situazioni e personaggi, portando nell’ultimo episodio gli inevitabili strascichi di tutto ciò.

Ma andiamo con ordine.

Undici in Stranger Things 5

Troppi personaggi?

I personaggi – e gli attori – di “Stranger Things” sono decisamente amati, forse troppo. Uno dei problemi evidenti di questa serie sono proprio loro.

Nel corso della stagione i protagonisti – o comprimari – sono diventati sempre di più, aumentando notevolmente la difficoltà di scrittura e di gestione delle storie di ognuno di loro.

Dovremmo tutti ricordarci che in fin dei conti la serie parte con dei bambini che giocano a D&D e che vivono una vita tutto sommato normale.

Perché funzionava alla grande? Perché era facile sentirsi parte del loro gruppo, quasi come se stessimo giocando con loro.

La scomparsa di Will durante la prima stagione permetteva di immergersi ancor di più e di percepire la sua ricerca come la ricerca di un amico.

Vogliamo parlare della ricerca e della sensazione di mistero e “paura” costante che c’era?

Vedere anche soltanto una particella di quello che diventerà il famoso “Sottosopra” regalava brividini, così come li regalava il Demogorgone, ai tempi un mostro praticamente indistruttibile.

Nel corso delle stagioni – e soprattutto in questa finale – quel senso di stupore e quei “brividini” sono via via scemati, vuoi per la prevedibilità delle situazioni o perché i protagonisti sono ormai dei ragazzini immortali.

Gestire soltanto Will, Mike, Dustin, Nancy e qualche altro protagonista permetteva ampio respiro e approfondimento, cosa che manca quando devi gestire anche i tanti personaggi che si sono aggiunti.

Forse per i fratelli Duffer – scrittori e sceneggiatori della serie – la soluzione stava nella durata degli episodi, altro grande problema della quinta stagione.

Will e i bambini in Stranger Things 5

Episodi troppo lunghi

Gli episodi della quinta stagione di “Stranger Things” sono troppi lunghi e questo è un dato di fatto.

Per carità, posso immaginare che i fan della serie all’annuncio della durata si siano sentiti galvanizzati e carichi, convinti che le tante ore potessero servire a chiudere tutte le trame aperte, ma in realtà non è proprio così.

Se il Volume 1 si trascinava dietro tutte le fatiche delle stagioni precedenti – tra alti e bassi – riusciva in qualche modo ad essere godibile e a farsi guardare ma, purtroppo, l’apice – in senso negativo – lo raggiunge il Volume 2.

Ho ricevuto diverse critiche per i miei post sui social riguardante il mio parere proprio su quel Volume (vi ringrazio sempre per le critiche costruttive e il dialogo) ma col passare del tempo sono sempre più sicuro che la durata di quegli episodi è inutilmente lunga e non porta a nulla di produttivo per la serie.

La “poca ciccia” degli episodi preparativi al finale ha portato tantissimi fan in giro per il mondo – la maggior parte delusi – a chiedersi il perché e a elaborare le più disperate teorie per giustificare tre episodi di – quasi – nulla.

Parlandone con un amico che ama la serie (ciao Nicola, ti voglio bene) e che non si spiegava, come gli altri, il perché di certe scelte, siamo giunti alla conclusione che il finale alla fine è più semplice di ciò che la fanbase si aspettava.

E infatti è così: dopo teorie, episodi inutilmente lunghi e personaggi scritti male il gran finale di “Stranger Things” è uscito.

Nancy e Jonathan in Stranger Things 5

Il gran finale

La serie muove da sempre migliaia – anzi milioni – di spettatori e quindi è giusto non fare spoiler ma insomma, lo sapete anche voi cosa deve succedere nel finale: lo scontro con Vecna.

Lo scontro fa pena, posso già dirvelo – e ci torneremo – ma dobbiamo parlare del primo gigantesco problema: la durata.

La Battaglia di Starcourt“, nome dell’episodio conclusivo, dura 2 ore e 8 minuti. Fosse la durata di un film, sarebbe probabilmente la durata giusta.

Queste due ore arrivano invece dopo altre ore di puntate lente e inutilmente diluite, risultando ancora più indigeste dopo averle viste.

La puntata poteva tranquillamente durare un’ora in meno e non si sarebbe offeso nessuno, anche perché ha gli stessi difetti delle altre ma alla massima potenza.

Le scene sono sempre le stesse, partendo dal rapporto ormai nauseante tra Hopper e Undici fino alle solite scene surreali di scontro con Vecna e con i militari.

La situazione aveva trovato una quadra – seppur con evidenti buchi – in un tempo relativamente breve ma forse i Duffer amano talmente tanto questa storia e questo mondo da aver regalato – o costretto – gli spettatori ad un’altra ora di nulla.

Se l’ultima ora è di nulla – o quasi -, la battaglia è ridicola e gestita malissimo. Si torna al punto di partenza: i personaggi sono troppi anche per la battaglia e non possono tutti avere un ruolo importante.

Aggiungeteci una CGI non ottima e un modo per concludere questa lotta che dura, lo voglio ricordare, da 5 stagioni e la frittata è fatta.

In tutto questo, non dimentichiamoci dei militari. Da sempre trattati come gente con un basso qi, non fanno una bella figura nemmeno questa volta e ne escono davvero come una macchietta.

Vecna in Stranger Things 5

Il fenomeno Stranger Things

Tiriamo le somme: la quinta stagione è per molti – me compreso – deludente e l’episodio finale è un enorme buco nell’acqua.

Per chi non ha i paraocchi la situazione è chiara. Una serie di questa portata è sfuggita di mano e la fame di soldi ha portato nuove stagioni non previste prima che hanno prodotto buchi di trama e una mal gestione dei personaggi.

Da fan del primo incontro, riconoscono che “Stranger Things” ha creato in un modo o nell’altro un fenomeno praticamente generazionale.

Molti ragazzi si sono rivisti nei protagonisti e hanno amato le atmosfere anni ’80, cantando le canzoni della serie giocando a D&D.

Per carità, c’è da dire che non innova il genere e anzi, scopiazza qua e là tra citazioni e vicende simili ad altri cult dei tempi.

Stranger Things” era una ricetta vincente perché non pretendeva troppo da se stessa e dagli spettatori.

Nel momento in cui ha deciso di diventare un mix tra Rambo, Terminator, Alien e IT si è sgonfiata, tradendosi e tradendo gli spettatori.

Resta una serie godibile e che intrattiene, non eccellendo e soprattutto, non facendoci più sognare e tremare.

Forse perché siamo cresciuti, forse perché sono cresciuti loro o forse perché il troppo, spesso, stroppia.

La recensione ti è piaciuta? Leggine altre qui!

Conclusioni
Conclusioni

Il finale di “Stranger Things” è difficile da digerire per diversi motivi. Partendo dalla lunghezza che uccide il ritmo e dilata i tempi, passando dalla battaglia con Vecna troppo semplificata, fino a dei cerchi non chiusi del tutto. Si porta inevitabilmente gli strascichi delle puntate precedenti e non riesce mai a prendere il volo.

PRO
  • È un finale nel bene e nel male
  • La conclusione di alcuni personaggi è giusta…
CONTRO
  • …meno quella di altri
  • Troppo, troppo, troppo lunga
  • CGI in alcuni punti non buona
  • I militari sono imbarazzanti
  • Paga il troppo hype
5

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