Stranger Things 5 Volume 1 recensione

Dobbiamo parlare della quinta stagione di Stranger Things

La serie di successo mondiale inizia il suo viaggio verso la conclusione con l’uscita del Volume 1 della quinta stagione. Ma è tutto oro ciò che luccica?

Successo travolgente

Lo so, probabilmente quando leggerete questo articolo – dove riporto opinioni strettamente personali – lo farete con gli occhi da fan di Stranger Things.

È abbastanza evidente quanto la serie ha raccolto negli anni, con un successo mondiale sempre più travolgente.

Il successo di Stranger Things è presto detto: la serie utilizza i classici stilemi che fanno affezionare gli spettatori, da personaggi in cui rivedersi a misteri, con dei mostri che concedono all’avventura quel brivido di adrenalina necessario.

I fratelli Duffer, sceneggiatori della serie, e Netflix, publisher, dopo l’uscita della prima stagione hanno capito di avere tra le mani una gallina dalle uova d’oro.

Probabilmente, il successo ottenuto dalla serie ha spiazzato tutti – anche se gli sceneggiatori dicono di aver pianificato tutto dal principio, vedremo – e ha creato delle difficoltà nel gestire la serie.

L’attesa per la quinta stagione, infatti, è stata spasmodica: non solo la quarta stagione è uscita nel 2022 ma la prima addirittura nel 2016.

Insomma, un periodo di gestazione decisamente lungo – soprattutto se si pensa ad una serie con bambini come protagonisti – ma che ha portato a far uscire il Volume 1 della quinta stagione il 27 novembre su Netflix.

E allora, iniziamo a tirare le somme; vi avviso però, questo potrebbe non far contenti tutti.

Mike, Dustin, Will e Lucas in Stranger Things 5

Stagione cinque – Volume 1

L’attesa, dunque, è finita. La maggior parte delle persone che legge questo articolo ha già visto le prime quattro puntate della stagione finale, una buona parte addirittura credo le abbia viste tutte il giorno stesso.

Insomma, sto per gettarmi in un mare pieno di squali ma vi chiedo di mettere da parte i sentimenti e di leggere – e pensare – non da fan.

So quanto possa essere difficile, perché anche io sono fan di tante cose e spesso cerco di difendere ciò che apprezzo a spada tratta ma da un po’ di tempo – soprattutto scrivendo articoli e recensioni – sto cercando di sviluppare un senso critico.

Senso critico che mi ha travolto mentre guardavo il Volume 1 di Stranger Things 5. Ricordo ancora quando, tanti anni fa (sigh!), guardavo la prima stagione.

Funzionava, era divertente con tratti horror e aveva dei personaggi apparentemente ben scritti. Poi sono cresciuto, mentre la serie continuava ad uscire con delle lunghe attese.

La seconda stagione aveva ancora quel sapore di adolescenza, la terza era già decisamente stanca e, insieme alla quarta, allungava il brodo in maniera importante.

Può una serie arrivata stanca e diluita risollevarsi con l’ultima stagione? Togliamoci subito il dente, no.

Undici in Stranger Things 5

Una storia di adolescenti e mostri

Sono una persona estremamente nostalgica e, mentre uscivo dal lavoro, pensavo che guardare il Volume 1 di Stranger Things 5 mi avrebbe riportato indietro di qualche anno, quando la vita era decisamente più semplice e a far paura era soltanto il Demogorgone.

L’attesa che il mondo intero ha accumulato negli anni per questo fantomatico finale ha inevitabilmente portato a leak e teorie, tanto che sapevo perfettamente la durata delle puntate, durata che mi aveva fatto storcere il naso.

Naso che, purtroppo, non si è raddrizzato: le quattro puntate sono decisamente troppo lunghe e, per certi versi, tedianti. Ma andiamo per gradi.

Ciò che rendeva accattivante la serie, oltre a dei personaggi apparentemente scritti bene, era quel senso di mistero per delle situazioni che sembravano nuove.

La quinta stagione smonta praticamente tutto: i personaggi sono decisamente tanti e la loro gestione più frettolosa ma non solo; personaggi che erano cambiati e che avevano avuto uno sviluppo interessante tornano indietro senza effettive spiegazioni (e no, la spiegazioni non può essere “per amore”).

Se i personaggi hanno una gestione travagliata, le situazioni non stupiscono più. Sappiamo tutti dell’esistenza di Vecna e dei Demogorgoni, così come conosciamo tutti i loro poteri.

Nonostante questo, le situazioni presentate in queste quattro puntate sono sempre le stesse. Guardandole ero strabiliato, non per la bellezza, ma per la ripetitività di situazioni che ci accompagnano ormai da quasi dieci anni.

Will e i bambini in Stranger Things 5

La durata… perché?!

Bene, pensate a dei personaggi scritti ormai male – e in alcuni punti con attori pessimi – che vivono situazioni che sembrano dei déjà vu, il tutto in episodi da più di un’ora.

Paradosso, no? Se avessero detto al Marco di qualche anno fa che gli episodi di Stranger Things sarebbero durati ore probabilmente quel Marco avrebbe fatto i salti di gioia.

Purtroppo – o per fortuna – le bende da “fan” dagli occhi le ho tolte da un pezzo e la verità è che le puntate di Stranger Things 5 potevano – e dovevano – durare molto meno.

Che senso ha dare informazioni praticamente inutili allo spettatore? Che senso ha iniziare un discorso per poi non finirlo? Ma, soprattutto, perché introdurre e cercare di gestire tanti personaggi quando per forza di cose non riesci?

Domande le cui risposte sono senza dubbio difficili, così come è difficile accettare una sospensione dell’incredulità tanto forte da ritenere corretto che un gruppo di 10 persone – di cui la maggior parte ragazzini – tiene testa ad un presidio militare.

Sì, un presidio militare pieno di soldati viene scherzato da dei ragazzini con un walkie talkie. La sensazione, oltre alla noia in alcuni punti, è che Stranger Things sia voluto diventare una specie di blockbuster gonfiando sempre di più il petto, arrivando però a sgonfiarsi.

Se il risultato di anni e anni di attesa ha portato a questo non era meglio evitare e chiudere quando l’avventura era ancora divertente?

Ah sì, è soltanto il Volume 1. C’è ancora il Volume 2 e poi l’ultimo episodio, ci si può ancora rialzare. O affondare ancor di più.

L’articolo ti è piaciuto? Leggine altri qui!

I commenti sono chiusi.