Pino è un robot umanoide equipaggiato con l’omonima intelligenza artificiale ma cosa succederebbe se ottenesse anche un cuore?

Takashi Murakami, l’autore
Nato nel 1958, Takashi Murakami è uno degli artisti più apprezzati per il genere di manga slice of life.
La sua impronta intimista e umanista rende le sue opere sobrie e fortemente emotive, capaci di catturare il lettore e “trasferirlo” in un mondo che non gli appartiene, facendogli vivere l’avventura e la quotidianità delle situazioni appieno.
La sua opera più famosa è senza dubbio “Il cane che guarda le stelle“, opera che non soltanto lo ha fatto esplodere in patria ma che lo ha reso famoso in tutto il mondo.
Con “Il cane che guarda le stelle” e la seconda opera collegata “Il cane che guarda le stelle – Racconti” Murakami riesce a trattare temi universali che funzionano sempre; si spazia dalla solitudine all’amore degli animali passando per il senso della vita.
Spesso brevi e autoconclusive, le sue opere risultano intense e, grazie ad uno stile di disegno essenziale ma fortemente profondo, è un autore accessibile a tutti.
A trentasette anni dal suo debutto come mangaka, Takashi Murakami sceglie di lavorare per la prima volta su un tema attuale e delicato, la fantascienza.
Il risultato è “Pino“, un volume unico edito in Italia da J-POP.

Pino e l’I.A.
Probabilmente Murakami stesso era conscio di ciò che stava andando a fare: realizzare un’opera di questi tempi che mette al centro un mondo futuristico che vive ormai in simbiosi con l’Intelligenza Artificiale è estremamente rischioso.
L’argomento è caldo e spesso sfocia in vere e proprie discussioni tra chi denigra a priori questa tecnologia e chi invece la ammira ed è pronto a studiarla per capirci qualcosa di più.
La trama è molto lineare: “PINO è un popolarissimo robot umanoide equipaggiato con l’omonima intelligenza artificiale, la prima a raggiungere la singolarità. Ma cosa accadrebbe se, oltre a tutte le sue straordinarie capacità, ottenesse anche… un cuore?” (J-POP).
In realtà, il manga – che dura 15 capitoli – può essere considerato diviso in due parti. Nella prima siamo nel 2058 e conosciamo Hana Takimoto, una donna in piena carriera che lavora a distanza dal collegamento di ricerca che segue.
Il centro di ricerca tra le montagne, chiamato “Dome”, viene gestito da un Pino. Pino è la prima I.A. al mondo a raggiungere la singolarità – e quindi a superare l’intelligenza umana – ed è affidabile ed instancabile.
Un susseguirsi di vicende però, porta il “Dome” ad essere smantellato con una procedura ben precisa: l’autodistruzione. Il Pino che lo gestisce e che gestisce anche gli animali all’interno ha un sussulto, quasi come se avesse un cuore.

“Pino” è disponibile su Amazon.
Satoru e la forza delle emozioni
La seconda parte del manga – che in realtà inizia dal secondo capitolo – svela che dall’incidente avvenuto al “Dome” è passato del tempo e che adesso i “Pino” sono alla terza versione.
Questa versione è corretta e si prevede che non debba avere gli stessi problemi della versione ha portato all’incidente. Ciò che è successo al “Dome” non è stato dimenticato, anzi. Ad occuparsi di quella vicenda è stato l’Investigatore Iwata.
Tutto sembra tornato alla normalità finché non conosciamo un “Pino” che serve una signora anziana e ormai in difficoltà per colpa delle demenza che continua a chiamare il suo robot Satoru.
L’opera di Takashi Murakami è complessa e con dei buoni ritmi, con l’autore che prende l’I.A. con i suoi pro e i suoi contro e le scrive e disegna su un manga su misura.
Chi conosce l’autore lo sa, le sue opere sono a volte un “cazzotto nello stomaco” e non lasciano nulla al caso; anche questa volta stupisce ed emoziona e, dopo una prima parte più introduttiva, realizza una storia che vi metterà in difficoltà più volte.
Dove si andrà a finire con l’utilizzo sempre più frequente dell’Intelligenza Artificiale? Prenderà il sopravvento su noi umani?
“Pino” cerca di rispondere a queste ed altre domande in modo dolce e al contempo feroce ricordandoci l’importanza dei rapporti umani ma insegnandoci anche ad apprezzare il progresso e, forse, a rassegnarci che in qualche modo con l’I.A. dovremo conviverci.
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“Pino” è un manga delicato e forte allo stesso tempo, che racconta come la convivenza con l’Intelligenza Artificiale può essere effettivamente una soluzione, non senza difficoltà. Tra personaggi ben scritti e storie che vi faranno mandare giù più di qualche boccone amaro, vi farà emozionare e vi farà riflettere.
PRO
- Ottimi disegni
- La prima parte sulla creazione dei “Pino” è interessante…
- Tratta un argomento attuale e delicato
- È senza dubbio emozionante…
CONTRO
- …ma poteva essere approfondita meglio
- …ma in alcuni punti si sforza per esserlo troppo
