Resident Evil scena 1

Resident Evil di Zach Cregger – Recensione del film

La celebre saga torna al cinema sotto la regia di Zach Cregger che ha una missione non facile: riuscire a divertire ed emozionare i fan.

Media horror

Il successo di Resident Evil – conosciuto in Giappone come Biohazard – arriva da molto lontano. Il media horror nasce nel 1996 da Shinji Mikami e Tokuro Fujiwara che, insieme alla produzione della Capcom, hanno creato un vero e proprio franchise che, ovviamente, si focalizza su videogiochi survival horror ma che nel corso del tempo si è espanso in praticamente tutto ciò che può essere considerato un media.

La saga videoludica si è evoluta progressivamente nel corso del tempo, aggiungendo ai suoi titoli elementi d’azione, rompicapo e così via. Parliamo di un brand che, a giugno 2026, ha venduto oltre 213 milioni di copie; un vero e proprio impero.

Potete ben immaginare che, quando si parla di una delle saghe videoludiche più famose di sempre, oltre alla forte attenzione che i fan hanno verso i nuovi titoli in uscita, qualsiasi altro media viene analizzato e, spesso, fortemente criticato perché non ritenuto all’altezza.

Non sono pochi i film usciti proprio utilizzando il nome di Resident Evil, la maggior parte dei quali può essere totalmente considerata spazzatura; a quanto pare, però, il buon Zach Cregger – dopo i successi di Barbarian e Weapons – ha provato l’impresa.

Decidere di “sfidare” i fan del brand con un film può essere visto da due punti di vista: pazzia totale e amore puro per la saga.

Probabilmente, visti anche i suoi film precedenti, Cregger è un pazzo totale ma è anche innamorato follemente di questa meravigliosa saga tanto da fargli fare un passo molto lunga.

Resident Evil scena 2

Amore e pazzia

La sua fortuna? Indubbiamente, il suo essere un grande regista. Attenzione però, le critiche non salvano un grande regista, anzi. I dubbi sono piovuti a iosa sul suo film ancor prima di uscire – ormai un classico dei tempi in cui viviamo – e Cregger stesso ha già dichiarato che con il franchise ha chiuso.

Ma perché tutte queste critiche? Il suo film su Resident Evil è ambientato a Raccoon City ma cambia tutto quello che si poteva cambiare rispetto ai videogiochi.

Non ci sono Leon, Jill e così via e anche il virus – e di conseguenza le creature colpite – è diverso. Tutto questo, in aggiunta alle dichiarazioni del regista che voleva realizzare una commedia horror, hanno alimentato non poche polemiche.

Ma, dopo averlo visto, posso dire che il buon Cragger nel suo essere totalmente pazzo è riuscito a tirare fuori un film ottimo che diverte e intrattiene grazie alla sua ironia e alla durata ma che, soprattutto, risulta essere un horror dove la tensione si percepisce e, fidatevi, riesce a tenere lo spettatore col fiato sospeso.

La trama, in realtà, è abbastanza semplice: Bryan (Austin Abrams) è un corriere e, nella notte peggiore della sua vita, ottiene una proposta: paga doppia se consegna un pacco al Raccon General Hospital. Il ragazzo – che sta vivendo anche un momento difficile con la sua ragazza – accetta, pensando che l’unico ostacolo tra lui e un buon guadagno è soltanto il freddo e la strada innevata.

Potete ben immaginare che non è così: poco dopo essersi messo in strada sbanda ed investe una donna. È l’inizio di un vero e proprio incubo e di una missione più grande di lui, ma forse più grande di chiunque.

Resident Evil scena 3

Il corriere

L’ora e mezza che la pellicola richiede vola tra case, ospedali, fogne, strade distrutte e una corsa contro il tempo per effettuare la consegna che il protagonista persegue fino alla fine in un mix assolutamente esplosivo di ironia – alcune volte davvero tagliente e inaspettata – e momenti di tensione e horror che riescono a prendere in contropiede lo spettatore e a farlo saltare dalla sedia.

La paura non è però tutta jumpscare: il buon Cregger nella sua interpretazione del mondo di Resident Evil costruisce la tensione passo per passo facendoci vivere l’esperienza come se fossimo i protagonisti.

Alla fine ci si pone davvero le domande che si pone Bryan – ma che in realtà si pone qualsiasi videogiocatore della saga – e questa è la ciliegina su un film davvero ben fatto.

Smontare il brand, ricostruirlo, scherzarci su, il tutto strizzando l’occhio al videogioco e citando – e ispirandosi – ad altri film horror che hanno fatto la storia rende Resident Evil di Zach Cregger un gran bel film horror – e non solo – sia per i fan (a patto di non fare i fan tossici) sia per coloro che vogliono divertirsi e vivere 90 minuti di tensione.

Resident Evil è al cinema dal 17 settembre.

La recensione ti è piaciuta? Qui te ne aspettano altre.

Conclusioni

Conclusioni

Trattare un brand così prestigioso e importante come Resident Evil è una sfida che ha sconfitto praticamente tutti. Zach Cregger, con la sua pazzia e la sua visione, restituisce al pubblico e al cinema un gran bel film, perfettamente tarato tra ironia e momenti di tensione pura. Certo, non è lo stesso Resident Evil dei videogiochi ma è un ottimo modo di interpretare e ricostruire Raccoon City e tutto quel mondo.

PRO
  • Perfettamente equilibrato tra commedia e horror
  • Durata perfetta
  • Coraggioso nella sua interpretazione del brand
  • Il protagonista è incredibilmente umano e tangibile
CONTRO
  • Alcune situazioni potevano essere approfondite
  • Se cercate la trasposizione del videogiochi non è per voi ma dategli una possibilità
8.5

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