Poster di Supergirl

Supergirl – Recensione del film con Milly Alcock

Il nuovo universo cinematografico targato DC si espande con un film che ha già fatto tanto discutere: è arrivata Supergirl.

È dura essere una supereroina

Il personaggio di Kara Zor-El, conosciuta ai più come Supergirl, è spesso bistrattato e la stessa DC Comics ha faticato a trovare una quadra per il personaggio, vittima spesso di reboot e di un posto non proprio chiaro nell’editoria.

Nata ufficialmente nel 1959 e apparsa per la prima volta sulle pagine di Action Comics #252, raggiunge il massimo successo con una storia famosissima: parliamo di un preciso momento in “Crisi sulle Terre Infinite“, uno degli eventi DC più famosi di sempre.

Il suo ciclo migliore – anche se non parla di Kara – è quello di Peter David: in 80 numeri l’autore è riuscito a creare una delle run più folli, cupe e coraggiose non soltanto su Supergirl, ma dell’intera storia editoriale DC.

Il capolavoro moderno, però, è la storia scritta da Tom King e disegnata da Bilquis Evely. Supergirl: Woman of Tomorrow è una miniserie di 8 numeri ed è forse la storia definitiva sul personaggio.

Grazie alla sua narrazione matura e al suo stile fortemente identitario, la storia riesce ad essere un epico racconto fantasy/sci-fi a fumetti che ha senza dubbio dato tanta visibilità al personaggio.

Con quel racconto, Kara passa dall’essere la semplice “cugina di Superman” a qualcosa di più profondo.

Non a caso, il secondo film del DCU scritto da Ana Nogueira e supervisionato da James Gunn si basa tantissimo su questo racconto.

Disponibile al cinema dal 25 giugno, parliamo di Supergirl.

Milly Alcock in Supergirl

Milly Alcock è Supergirl

Ci sono state diverse attrici che nel corso della storia hanno indossato il costume e sono state Supergirl sul grande schermo. L’ultima, in ordine di apparizione, è Sasha Calle che ha avuto un ruolo in The Flash.

Da adesso – e non solo per questo film – tocca a Milly Alcock indossare il mantello; l’attrice, diventata famosa al grande pubblico per essere stata Rhaenyra Targaryen in House of the Dragon ha decisamente una bella sfida da affrontare.

Sfida, ve lo dico subito, stravinta. Milly Alcock, oltre ad essere bravissima, è praticamente la Supergirl perfetta e regge quasi da sola l’intero film.

La Kara Zor-El in scena è una ragazza che odia un po’ tutto e tutti, sola e che passa la maggior parte del tempo nei bar ad ubriacarsi e a sprecare la sua giovinezza.

Il suo unico compagno è Krypto, cane che abbiamo imparato a conoscere – e personalmente ad apprezzare – già nel Superman di Gunn e che è un po’ il fulcro della sceneggiatura.

Avvelenato da un bandito di nome Krem (che è l’antagonista del film), può sopravvivere per massimo 72 ore prima di dover obbligatoriamente ricevere un antidoto.

Inizia qui l’avventura spaziale di Kara che però non è da sola; la comprimaria – e futura amica – della nostra eroina è Ruthye, una ragazzina che cerca vendetta proprio contro Krem, che ha sterminato la sua famiglia.

Una normale sceneggiatura per un film di supereroi, direte voi. Infatti è così, purtroppo, perché le basi per fare un ottimo film c’erano. Invece…

Supergirl e Krypto

Cosa potevamo essere…

Invece non decolla mai del tutto e non stupisce come potrebbe fare. Il film a me non è dispiaciuto e l’ho trovato giusto sia nella sua lunghezza che nella sua messa in scena, con qualche “ma”.

L’avventura di Supergirl è senza dubbio spaziale – e cita tantissimo il mondo dei Guardiani della Galassia – ma è uno spazio abbastanza vuoto con pianeti che lo sono altrettanto.

I personaggi “alieni” che si vedono sono sicuramente interessanti ma affrontati solo di striscio, risultando praticamente delle comparse riempitive che potevano dare molto di più.

Poteva dare molto di più anche il tanto atteso Jason Momoa nei panni di Lobo. Chiaramoci, non per colpa sua: l’attore è perfetto nel ruolo ma si vede che interpreta un Lobo scritto con il freno a mano tirato.

La sua presenza incide davvero poco sulla pellicola – e chi conosce il personaggio fumettistico può immaginare come dovrebbe essere il contrario – utilizzando i classici cliché narrativi.

Se il film è godibile e si sostiene tutto sull’ottima prova della Alcock, non si può dire altrettanto sul “grande” nemico. Krem è assolutamente dimenticabile – e forse anche scemo – in praticamente tutto; dalle sue scelte senza senso al suo essere cattivo senza un perché fino a non avere un minimo di background.

Lobo in Supergirl

CGI non al massimo

Da un film sui supereroi (o supereroine, in questo caso) ci si aspettano tanti combattimenti e, infatti, non mancano.

Manca però una CGI all’altezza del regista – che ha una buona mano – ma che deve arrendersi a pianeti vuoti e certe scene quasi “plasticose”.

È un peccato perché Supergirl non è brutto ed è di gran lunga migliore di tanti cinecomics usciti negli ultimi anni ma ciò che fa arrabbiare di più è il tanto potenziale sprecato.

La storia scritta da Tom King era un ottimo modo per partire e poi sviluppare l’universo narrativo e il carattere di Kara che, sebbene con qualche flashback, risulta molto stereotipato e poco incisivo.

Si poteva fare di più ma, sperando possa avere altre possibilità, la buona notizia è che la vera Supergirl è stata trovata in Milly Alcock.

Vi consiglio in ogni modo di guardarlo, perché intrattiene e diverte. Magari, ecco, non aspettatevi di andare a vedere un film da Oscar.

La recensione ti è piaciuta? Qui te ne aspettano altre.

Conclusioni

Conclusioni

Supergirl delude non perché è un brutto film ma perché poteva dare molto di più. Se hai Milly Alcock che è perfetta nell’interpretare Kara Zor-El e se hai come riferimento la storia di Tom King essere un film soltanto godibile e divertente non basta. Si poteva osare di più e si poteva ottenere di più.

PRO
  • Milly Alcock regge da sola il film
  • L’idea dell’avventura spaziale è buona…
  • Jason Momoa come Lobo…
  • Intrattiene e diverte
  • Qualche tema trattato non scontato
CONTRO
  • …ma doveva essere sviluppata meglio
  • …ma è un personaggio castrato
  • Il passato di Kara Zor-El poteva essere maggiormente approfondito
  • CGI non al massimo
  • Perché non osare di più?
6.5

I commenti sono chiusi.