La leggendaria saga torna per raccontare come le nuove tecnologie hanno cambiato il modo di giocare. C’è ancora la magia?
I tempi cambiano
Chissà se la Pixar nel 1995, con il lancio ufficiale di Toy Story – Il mondo dei giocattoli al cinema poteva immaginare l’evoluzione della saga e del mondo in tutte le sue sfaccettature.
Il suo essere visivamente spaventoso per i tempi e il suo essere incredibilmente pop hanno reso il film prima un successo mondiale e poi il primo capitolo di una saga lunga e che è nel cuore di milioni di spettatori in tutto il mondo.
Certo, la prima storica trilogia, conclusasi nel 2010 con il terzo capitolo non lasciava spazio ad ulteriori approfondimenti e quindi ad ulteriori film. Eppure, nel 2019, Toy Story 4 ha fatto la sua apparizione al cinema.
Ovviamente il mondo nel 2019 era già profondamente cambiato rispetto alle prime uscite e quindi i produttori hanno dovuto adattarsi con una storia che non è mai davvero entrata nel cuore del pubblico e che ha forse rovinato la magia dietro ad una saga praticamente perfetta.
È un po’ come essere vecchi e dire “si stava meglio prima”, con i cambiamenti che ci corrono davanti giorno dopo giorno e che spesso ci sfuggono. Viviamo di fasi e, a quanto pare, anche Toy Story non riesce a sottrarsi a questi cambiamenti e alla voglia di raccontare qualcosa diverso.
Rischio di fallire? Altissimo. Eppure, che ci piaccia o no, è disponibile in sala dal 18 giugno Toy Story 5. Il tema principale? La tecnologia.

Schermi, schermi, schermi
È stato chiaro fin dalle prime immagini: il franchise Disney Pixar questa volta vuole parlare di attualità cercando di raccontare come l’arrivo degli schermi e della digitalizzazione di praticamente tutto stia cambiando le abitudini dei più piccoli (e non solo).
A dirigere Toy Story 5 abbiamo Andrew Stanton – scrittore anche degli altri capitoli della saga – che si mette in gioco in un compito assolutamente non facile, anzi.
Bonnie sta crescendo e, insieme alla sua famiglia, è affiancata di suoi giocattoli che la aiutano a sviluppare fantasia e a tenerla attiva. C’è un grosso ma: la bambina non riesce a socializzare perché quasi fuori dal tempo ed è proprio per questo che i suoi genitori le comprano un tablet.
Lilypad è un tablet per bambini multi funzione che permette di giocare e interagire con le altre bambine, permettendo a Bonnie di diventare una di loro.
La conseguenza dell’arrivo di questi tablet nelle case dei bambini – e in quella di Bonnie – è presto detta: si passa tutto il tempo a giocare e a farsi stregare dalle luci e dai pop-up dello schermo abbandonando – anche e soprattutto precocemente – i giocattoli.
Una situazione che sembra non risparmiare nessuno, neanche Jessie (protagonista indiscussa del film), Buzz e tutti gli altri con la cowgirl che proverà in tutti i modi a far fare amicizia a Bonnie prima che Lilypad lo faccia per lei.

Attualità
Un cambio di rotta, insomma, per una saga che decide di raccontare una tematica attuale e fortemente discussa. Quanto può influenzare la tecnologia sulla crescita e la società dei bambini?
Lo so io e lo sapete voi, spesso e volentieri sono gli stessi genitori che, per accontentare i figli o per gratificarli, li piazzano davanti a schermi super luminosi e che, ovviamente, hanno una forte presa.
Attenzione però: parliamo di un film Disney Pixar che, come ormai noto, tratta sì tematiche interessanti e spesso attuali ma spesso senza andare fino in fondo.
Non cambia registro Toy Story 5; il film rinnova i personaggi – e rinnova tutta la saga – senza però prendere posizione in maniera netta.
La tecnologia viene vista in maniera negativa ma non come un demone da sconfiggere a tutti i costi, anzi, come qualcosa da integrare e saper gestire per avere più opportunità sociali e non solo.
In fin dei conti parliamo di due colossi, Disney e Pixar, che con la computer grafica e la tecnologia hanno creato film leggendari e che senza di essa non sarebbero ciò che sono.
La tecnologia è uno strumento, certo diverso dai vecchi giocattoli, ma che con la giusta comprensione e approccio non sostituisce gli umani – e in questo caso i giocattoli -.

Pixar è Pixar
Se parliamo di tecnologia non possiamo non affrontare il tema dello spettacolo visivo che, come sempre, la Pixar offre.
Toy Story 5 è bellissimo da vedere, con animazione fluide e colori bellissimi e vivacissimi che incollano lo spettatore allo schermo (ma non era sbagliato?) e che permettono di valorizzare le caratteristiche uniche di ognuno dei giocattoli presenti nei film.
Pixar vuol dire tecnologia e spettacolo visivo, senza dubbio, ma vuol dire anche emozioni e divertimento. Il film è assolutamente godibile e ha dei ritmi comici interessanti, così come interessanti sono i momenti più emozionanti e commoventi, tipici di queste produzioni.
Un buon modo per rinnovare la saga; la trilogia originale resta l’apice ed è difficile da raggiungere ma riuscire a raccontare ancora qualche storia su personaggi che hanno cresciuto tanti bambini (non solo nel film) è apprezzabile.
Certo, qualche personaggio ha un ruolo forzato e qualche scelta è prevedibile ma, alla fine, tornare bambini e riuscire a sognare è ciò che conta di più.
La recensione ti è piaciuta? Qui ti aspettano le altre.
Conclusioni
Toy Story 5 non rivoluziona la saga ma la trasforma e rinnova trattando un argomento complesso e divisivo in modo vincente, seppur con qualche ma. Il ritmo e la tecnica Pixar non si discutono, vi divertirete e vi emozionerete.
PRO
- Visivamente perfetto
- Quei giocattoli hanno un fascino senza tempo
- Diverte ed emoziona
- Tratta bene un tema ostico…
CONTRO
- …ma poteva pungere di più
- Non aspettatevi grossi colpi di scena
- Il ruolo di Woody è forzato
