Absolute Martian Manhunter cover articolo

Absolute Martian Manhunter – Prime impressioni

Dopo le uscite di alcuni mesi fa, la DC espande l’Universo Absolute con delle nuove serie regolari. È arrivato Absolute Martian Manhunter!

L’Universo Absolute continua a crescere

Qualche mese ho scritto e raccontato le mie “prime impressioni” sull’inizio dell’Universo Absolute in casa DC.

Le prime serie regolari – attualmente ancora in corso di pubblicazione – hanno toccato i tre supereroi più importanti della casa editrice americana.

Non si può negare che Absolute Batman, Absolute Superman e Absolute Wonder Woman siano delle testate con una qualità di scrittura e dei disegni altissima.

D’altronde, questo nuovo universo narrativo nasce sì con l’idea di fronteggiare l’Ultimate della Marvel, ma anche di dare a grandi autori la possibilità di esplorare nuovi modi di concepire e sviluppare i personaggi più amati.

Il successo editoriale ha portato la DC ad inserire nuovi stori e nuove origini, portando al lettore Absolute Flash, Absolute Martian Manhunter e Absolute Green Lantern.

Dopo aver parlato del Velocista Scarlatto, è il momento di Absolute Martian Manhunter.

Absolute Martian Manhunter panel 2

Alieno e carta bianca

La carta bianca che la DC ha concesso ai suoi autori si sposa – in maniera inaspettata – benissimo con la testata che vede sconvolgere le origini di Martian Manhunter.

Da sempre complesso, nella linea editoriale classica proviene da Marte e il suo colore di pelle verde deriva dal classico stereotipo che negli anni ha caratterizzato il concetto di alieno.

Introdotto per la prima volta nel numero 225 di Detective Comics, ha col tempo avuto approfondimenti risultando uno dei personaggi più belli e particolari della JLA.

La sua bellezza cammina pari passo, però, con la difficoltà di scrittura che un personaggio tanto affascinante porta con sé, risultando indigesto a diversi autori.

La sua versione Absolute è affidata allo scrittore Deniz Camp – attualmente impegnato anche nella serie Ultimates in casa Marvel – affiancato dai disegni di Javier Rodriguez.

Una coppia inedita che dà spettacolo e che rende Absolute Martian Manhunter la serie più amata ed elogiata dai lettori.

Absolute Martian Manhunter panel 1

Da Marte…

John Jones è un agente dell’FBI quando viene coinvolto in un incidente – o meglio in un’esplosione – da cui sopravvive per miracolo.

Da qui, il suo percorso di riabilitazione sembra più difficile del previsto: John vive costantemente tormentato da visioni psichedeliche e convive con voci nella testa che provengono, forse, da un altro mondo.

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Non posso dirvi altro ma non posso non tessere le lodi di questo primo stravagante numero. Che Camp sia bravo a scrivere è ormai noto e qui la sua originalità sembra essere ai massimi storici.

La storia di John Jones è ambiziosa ed è accompagnata da un elemento fondamentale e sorprendente: il fumo.

Il protagonista fuma e quasi tutti i comprimari incontrati sono fumatori incalliti ed è proprio da queste scie di fumo che abbiamo le prime apparizioni “marziane”.

Per un’idea così folle e ambiziosa come quella di Camp serviva un autore in grado di rappresentare al meglio la storia: Rodriguez realizza delle tavole psichedeliche e coloratissime che lasciano letteralmente a bocca aperta.

Il gioco di colori e forme realizzate è sbalorditivo, tanto da far sembrare le tavole dei veri e propri quadri.

Insomma, una storia ambiziosa, un personaggio strano e difficile da gestire, dei disegni che sono delle opere d’arte. Questo è il primo numero di Absolute Martian Manhunter e a me piace da morire.

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