Ubisoft punta forte sul fattore nostalgia e ci rigetta nei Caraibi con il remake di uno dei capitoli più amati della saga.
La prima volta, 13 anni fa
Sono passati ben 13 anni dalla prima apparizione di Edward Kenway nella rinomata saga targata Ubisoft.
Ai tempi, nonostante il gioco usciva abbastanza al di fuori dai classici stilemi di Assassin’s Creed – vedi la saga di Ezio Auditore – è risultato uno dei titoli (se non il titolo) più amati della saga.
Era un titolo fortemente atipico perché, oltre al tipico stealth e al modo di giocare a cui Ubisoft ci aveva abituati, venivano introdotte le battaglie navali e la nave del protagonista era essa stessa un elemento fondamentale dell’intero titolo.
Inutile nasconderlo: Assassin’s Creed era nel suo picco assoluto e la scelta dell’ambientazione e del periodo storico si rivelò vincente su tutta la linea.
Parliamo di pirati e di tutto ciò che un argomento del genere comporta, il tutto inserito nello scontro leggendario tra Assassini e Templari.
Festa grande, dunque. Tanto grande da indurre le teste di Ubisoft a rifare il titolo praticamente da zero e a creare una vera e propria operazione nostalgia riportandoci a l’Avana e nel 2013.
Assassin’s Creed Black Flag è disponibile dal 9 luglio su Xbox Series X|S, PlayStation 5 e PC.

La storia
Ubisoft l’ha specificato fin dall’inizio: la storia del titolo originale non aveva bisogno di essere riscritta. Siamo tra il 1715 e il 1722 e seguiamo l’ascesa di Edward tra libertà e ricchezze.
Corsari sì, ma finiti nel bel mezzo della battaglia tra Assassini e Templari fin dall’inizio.
È proprio dall’inizio che si notano le differenze e si capisce che, graficamente – e non solo – il titolo è stato rifatto completamente da zero.
A partire dal colpo d’occhio fino all’esplorazione – passando dal combattimento – si nota da subito un’attenzione ai dettagli non indifferente.
Parliamo di nuovi dialoghi, una popolazione più densa nella città – che per ovvi motivi non poteva essere fatta 13 anni fa – e quindi Caraibi molto più immersivi e che si avvicinano di molto all’idea della gente che sogna quei tempi.
Non solo, sulla scia dei nuovi capitoli più recenti, il giocatore è molto più libero e alcune missioni non sono più punitive in senso assoluto ma possono essere affrontate e plasmate in base al modo di giocare che ognuno di noi preferisce.
Chiariamoci, non parliamo di un GdR come i suoi ultimi fratelli, ma di un titolo che ha preso alcune delle cose migliori fatte recentemente e le ha adattate e messe su misura su un titolo nato nel 2013.

Tesori, mappe, libertà
I Caraibi sono un sogno ad occhi aperti perché, oltre ad un ottimo comparto grafico – non esente da qualche imperfezione! -, il team che si è occupato dal titolo ha riempito queste splendide isole di missioni secondarie, mappe e tesori nascosti che quindi spingono all’esplorazione degli angoli più sperduti e che garantiscono una sensazione di libertà molto appagante.
La stessa base di Edward ha ricevuto un ampliamento con nuovi edifici e tante cose da fare, inclusi diversi svecchiamenti e nuove meccaniche.
Anche i personaggi hanno ricevuto delle modifiche concrete e tangibili: alcuni – senza farvi spoiler – hanno finalmente un ruolo di rilievo mentre altri, invece, sono completamente inediti.
Lucy Baldwin, Padre Abel Galvão e Tobias “Spacciato” Smith sono i tre nuovi ufficiali di bordo che si possono reclutare per la Jackdaw e ognuno di loro – oltre a nuove abilità e potenziamenti per la nave – ha una storyline.
Certo, molte missioni a loro dedicate sono simili e con poco mordente e il punto più debole di tutto questo “pacchetto” è proprio la scrittura.
Tra dialoghi che non brillano per originalità e piattume generale, si poteva decisamente fare di più per rendere questi personaggi memorabili e per far affezionare i giocatori di tutto il mondo al loro vissuto.

Il mare non perdona
Sebbene le città e le isole caraibiche abbiano un fascino senza tempo, la vera essenza di Assassin’s Creed Black Flag Resynced è in mare.
La legge del mare è dura e il mare non perdona e le avventure che si affrontano sulla Jackdaw sono il fulcro dell’esperienza e del remake.
Ovviamente buona parte delle battaglie navali e del sistema di gestione della ciurma, dei potenziamenti e di tutto il sistema è preso da Skull and Bones, gioco decisamente poco riuscito di Ubisoft – e che tra l’altro vede le origini proprio nel Black Flag originale – ma funziona alla grande.
Girare i mari è appagante, anche perché con il remake sono stati aggiunti tanti nuovi eventi casuali e, verso fine gioco, diventa davvero pericoloso e sfidante.
Non si tratta soltanto di abbordare e affondare le navi nemiche ma di attuare strategie diverse in base alle condizioni meteo e in base alle armi a disposizione, scegliendo quelle più efficaci e risolutive.
Parte della ciurma, parte della nave
Se le battaglie navali sono ottime, il combattimento a terra è leggermente sottotono. Non ci sono i livelli, ovviamente, ma il modo di combattere e di affrontare i nemici è cambiato rispetto al passato.
Il cambiamento non risolve problemi radicati ormai nella saga: si parte da un’intelligenza artificiale dei nemici non al top, anzi, e si continua con delle situazioni fortemente ripetitive, fino ad arrivare un sistema di difficoltà non proprio tarato benissimo.
Il gioco risulta abbastanza facile e, una volta presa la mano, districarsi nei combattimenti diventa routine e banalità, a volte risultando quasi da intralcio durante le fasi di esplorazione.
Poco appagante, quindi, a differenza dell’aspetto visivo: ho giocato il titolo su Xbox Series X dove sono presenti tre modalità che spaziano tra 30, 40 e 60 fps ed è indubbiamente bellissimo da vedere e forse uno dei più riusciti, tra colori e ambientazioni, della corrente generazione.
Assassin’s Creed Black Flag Resynced è un remake senza dubbio riuscito ma che poteva essere meno pigro in alcune situazioni di gameplay.
Il fascino dei pirati e dei Caraibi, però, resta immutato nel tempo. Pronti a salpare?
La recensione ti è piaciuta? Qui te ne aspettano altre.
Conclusioni
Assassin’s Creed Black Flag Resynced è un gioco di pirati più che di assassini ed è forse proprio per questo che, dal 2013, cattura giocatori con un fascino tutto suo. Il remake funziona e, tra aggiunte ambientali e di cast, regala tante ore di intrattenimento puro. Peccato per l’intelligenza artificiale dei nemici e per alcune pecche di gameplay che potevano essere gestite meglio.
PRO
- Visivamente spettacolare
- Pirati, Caraibi, libertà. Che fascino
- Le sessioni sulla nave sono appaganti
- Tante aggiunte positive
CONTRO
- A volte ha qualche incertezza
- IA dei nemici non al top
- Combattimento a terra poco appagante