Odissea di Cristopher Nolan locandina

Odissea di Christopher Nolan – Recensione del film più discusso dell’anno

Non è ancora uscito eppure è il film più discusso e criticato dell’anno: parliamo in anteprima di Odissea di Christopher Nolan.

Da Troy all’Odissea

Sembra uno scherzo del destino quello che ha portato Cristopher Nolan a dirigere Odissea. Il regista/sceneggiatore – chiamatelo come meglio preferite – nato a Londra nel 1970 aveva sfiorato l’idea di dirigere Troy nel 2004.

Alla fine, il film fu diretto da Petersen, mentre Nolan iniziò la sua trilogia cinematografica su Batman. Parliamo, ovviamente, di una vita fa.

Sarà che un regista come lui, maniacale nei dettagli, ha una visione tutta sua delle opere che porta sul grande schermo, ma probabilmente l’idea di affrontare Dei e raccontare uno dei più grandi poemi epici della letteratura greca gli è rimasto dentro.

Proprio nel 2024, venti anni dopo dal “caso” Troy, viene annunciata la produzione di Odissea (The Odyssey) con Matt Damon nei panni di Ulisse (o Odisseo, ma noi useremo Ulisse).

Prima di parlare del resto del cast, delle polemiche, della fedeltà all’opera originale e del film nella sua interezza – senza spoiler -, vi premetto che l’esperienza cinematografica che vi aspetta potrà essere molto diversa dalla mia ma anche, banalmente, degli amici che saranno seduti affianco a voi in sala.

Parliamo di un film estremamente complesso e forse il più “personale” – nel senso più assoluto della parola – di Christopher Nolan che si è sporcato le mani per regalarci (e regalarsi) un viaggio difficilmente dimenticabile.

Partiamo con la recensione?

Le polemiche

Non si può trascurare l’argomento, anche perché negli ultimi mesi sul web non si parla di altro: la maggior parte degli utenti ha preso di mira il film fin dalle prime indiscrezioni.

Parliamo di un cast – insieme a tutto ciò che c’è di contorno – che ha portato Odissea ad essere il film più costoso mai diretto da Nolan, con un budget di 250 milioni.

Aggiungiamoci che è il primo film della storia ad essere girato completamente con cineprese IMAX e continuiamo ad alimentare un fuoco già difficile da domare.

Ma qual è questo tanto chiacchierato cast? Come detto, in aggiunta a Matt Damon nei panni di Ulisse ci sono Anne Hathaway come Penelope, Tom Holland come Telemaco, Robert Pattinson come Antinoo, Zendaya come Atena, Lupita Nyong’o come Elena di Troia e Charlize Teron come Calipso.

Potrei continuare, in realtà, ma questi nomi bastano per capire la portata e l’idea del regista di scegliere il meglio che Hollywood in questo momento può offrire.

Se conoscete un minimo gli attori citati, capite che alcuni non rappresentano, nei loro tratti somatici, i personaggi scritti e raccontati da Omero nella sua opera.

Ma, precisamente, di cosa parliamo? Probabilmente del nulla. L’accusa principale che ha investito Nolan riguarda il suo essere “woke” e il piegarsi a direttive di inclusione che in un film del genere non possono esserci perché bisogna rispettare la storia del poema proprio come fu concepita (si dice) nel 720 a.C.

In realtà, guardandolo, mi sembra che l’anima dell’opera originale sia ben conservata e, anzi, le scelte artistiche e stilistiche non risultino in alcun modo sgradevoli o poco rispettose.

Anne Hathaway in Odissea

Libri e copertine

Per fortuna, la maggior del parte del cast e lo stesso Nolan sembrano essersi fatti scivolare le critiche addosso anche perché, ripeto, le critiche erano basate sostanzialmente sul nulla.

Il tutto è nato da qualche frame trovato qua e là in rete o da un paio di trailer usciti per avvicinarsi al film e nessuno di quelli che hanno messo “non mi piace” ai suddetti ha visto il film e lo diserta soltanto per puro partito preso.

Ma possiamo davvero permetterci, nel 2026, di giudicare un film di 2 ore e 52 minuti soltanto da un trailer o da una foto che “non ha i colori della Grecia”? Direi di no – e questo è un grande problema dell’Internet attuale -, anche perché Odissea è uno dei film più belli, intensi e riusciti degli ultimi anni.

Andiamo per gradi e, come detto, senza spoiler (che poi parliamo di un’opera uscita secoli fa). Ci tengo a specificare che la versione che ho visto non è stata in IMAX e, soprattutto, non è quella doppiata in italiano.

Non posso, quindi, giudicare le scelte di doppiaggio ma ho potuto gustarmi il film nella sua versione originale grazie all’invito di Universal Pictures che distribuisce il film.

Forse è stata anche la versione migliore per vedere la pellicola e per affrontare il viaggio insieme ad Ulisse.

Dov’è Ulisse?

Se lo chiedono tutti, a Itaca. Sono passati ormai 20 anni dalla partenza di Ulisse verso Troia per conto di Agamennone. In realtà, la battaglia a Troia è stata vincente proprio grazie all’idea geniale di Ulisse che, tramite il finto dono del cavallo, è riuscito a intrufolarsi e a prendere in mano la città.

Molti guerrieri che hanno affrontato e vinto la battaglia sono tornati, ma non lui. La speranza nell’isola diminuisce giorno dopo giorno, così come diminuiscono i fedeli verso di lui e verso il suo trono.

Non perdono la speranza Penelope, sua moglie e Telemaco, suo figlio, che vedono Itaca piena di pretendenti che vogliono sposare proprio Penelope, diventando così Re.

Quanto ancora può resistere il suo regno? Poco, pochissimo. Di Ulisse ormai si sentono soltanto i racconti dei mercanti che giurano di averlo visto farsi una vita nuova, così come c’è chi giura che sia imprigionato chissà dove.

Non solo, di Ulisse sono forti i ricordi di tutti coloro che lo hanno amato: inizia così Odissea di Christopher Nolan, in modo lento ma incisivo, sia dal punto vista visivo che dal punto di vista sonoro.

A tratti, sembra che il protagonista dell’opera di Nolan siano Telemaco e la sua rivalità con Antinoo ma, con un susseguirsi di flashback – necessari e perfetti per contestualizzare – si arriva proprio al racconto del difficile e tormentato viaggio di Ulisse.

Frame de Odissea

Mai sfidare gli Dei

Il primo incontro con Ulisse – al di fuori dei flashback – potrebbe spiazzare un po’: colori bianchi su una spiaggia praticamente deserta e un uomo visibilmente provato non soltanto fisicamente, ma nell’anima.

Ulisse è con Calipso ma non riesce a ricordare chi è e dove dovrebbe essere, anche perché il suo viaggio è stato una vera e propria Odissea che lo ha portato a perdersi e a non poter tornare a casa.

Vale la pena ricordare? Vale la pena ricordare riscoprire se stessi se, per farlo, bisogna rivivere un viaggio logorante e ai limiti della sopportazione umana?

Sono abbastanza in difficoltà nel cercare di esprimere, a parole, ciò che ho provato guardando Odissea.

Vedere un poema storico diventare un film dove non mancano azione, senso di scoperta e di avventura – il tutto con il solito modo di girare di Nolan – lascia un senso di deliziosa libidine ma, ciò che ho amato di più, è il modo in cui Odissea spinge Ulisse – e tutti gli spettatori – a riflettere.

Sedersi e guardare vuol dire immergersi nelle fatiche fisiche e mentali degli Achei in scene mozzafiato dove non mancano anche sequenze inquietanti e al limite dell’orrore (la sequenza con Polifemo è clamorosa) ma, tra una scena di combattimento e un’altra, sono sempre la persona e l’aspetto psicologico ad emergere e a trionfare.

Un film colossale

Odissea è un’avventura epica che diventa un momento di riflessione su quanto gli eroi, tra guerre, vite spezzate, ciclopi e sirene debbano pagare per vedere esaudito il loro desiderio più grande: tornare a casa.

Partire da un evento e finire a interrogarsi (e interrogarci) sugli essere umani è sicuramente una caratteristica di Nolan, che aveva messo in scena già con Oppenheimer e Dunkirk ma che qui raggiunge, probabilmente, il suo apice.

Apice che, per me, è dovuto anche al modo magistrale di raccontare la storia con una struttura narrativa che viaggia nel tempo e che permette – senza mai stancare – di avere contesto e conoscenza necessaria per comprendere tutto ciò che succede, anche dovendo ricostruire e cambiare il modo di intendere di alcuni eventi.

Certo, ci sono delle differenze con il modo di raccontare alcuni personaggi rispetto all’opera originale, questo è scontato, ma ciò non vuol dire mancare di rispetto o snaturare completamente ciò che Omero scrisse tempo fa.

Anzi, la volontà di reinterpretare e onorare Odissea con questo film è riuscita alla perfezione, perché se le parti più politiche che si svolgono dentro Itaca (dove tutto il cast fa un lavoro egregio) permettono di riprendere fiato e riprendersi, Matt Damon mette in scena una performance da Oscar che resterà negli annali e che lo rende – a differenza delle tanto accese critiche – l’Ulisse perfetto.

Inutile girarci intorno – ma tanto l’avrete capito – Odissea è un capolavoro assoluto del cinema contemporaneo, girato in maniera clamorosa da uno dei registi migliori di sempre e che fissa, inevitabilmente, un nuovo standard.

Ulisse e Atene in Odissea

Il nuovo standard

Non sono le sirene, non è Polifemo, non è Circe (con i suoi maiali), non sono le innumerevoli fatiche che Ulisse incontra nel suo viaggio a renderlo il capolavoro che vi sto descrivendo ma il coraggio di prendere un’opera leggendaria e farla propria, raccontando il suo modo di intendere la sofferenza umana e il cambiamento psicologico di un personaggio.

L’Odissea che vive Ulisse è un viaggio che dura 20 anni e che responsabilizza e tormenta nel prendere scelte, nel lasciare indietro qualcuno, nel sacrificare qualcosa pur di ritrovare se stessi e le persone che ama.

A qualsiasi costo? Sì, se ciò che desideri è talmente forte da dover accettare qualsiasi compromesso e qualsiasi sfida. Anche se ti viene posta dagli Dei.

Odissea di Christopher Nolan vi aspetta dal 16 luglio al cinema, rivelandosi una pietra miliare che farà parlare di sé per anni e che vi metterà a dura prova a livello emotivo, a patto che vi lasciate andare e vi lasciate guidare.

D’altronde, ad un certo punto, Ulisse deve fidarsi per ritrovare la via. Fatelo anche voi.

La recensione ti è piaciuta? Qui te ne aspettano altre.

Conclusioni

Conclusioni

Odissea di Christopher Nolan è senza dubbio il film più bello dell’anno, ma forse non soltanto. Con un cast stellare e un Matt Damon in stato di grazia, il viaggio di Ulisse fa riflettere sul peso delle scelte, su come la guerra cambia le persone che la vivono e su come, per ciò che desideriamo, siamo disposti a tutto. Visivamente impressionante e con un modo di saltare nel tempo raccontando gli eventi praticamente perfetto, è una pietra miliare del cinema che farà parlare di sé e che verrà presa come riferimento per molto, molto tempo.

PRO
  • Un vero e proprio viaggio, anche per lo spettatore
  • Matt Damon nella performance dell’anno
  • Flashback e continui salti temporali aiutano lo spettatore a comprendere
  • Visivamente impensabile da fare senza CGI
  • Rispetta l’opera originale pur cambiando qualcosa
  • Tutto il cast si è dimostrato all’altezza
CONTRO
  • Le sale per vederlo come Nolan l’ha concepito sono pochissime
10

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