La serie animata che nel 2024 ha raccolto lodi e successo torna con la seconda stagione, parliamone senza spoiler.
Un salto indietro
Sappiamo tutti benissimo che la serie animata del 1992, per molti, è inarrivabile. Vuoi per lo stile grafico – che tutt’ora spacca -, vuoi per la scrittura, vuoi perché tendenzialmente il nostro cervello apprezza di più le cose passate per l’effetto nostalgia.
Batman: Caped Crusader con la prima stagione uscita nel 2024 ha combattuto ancor prima che con la critica – di addetti alla stampa e degli spettatori – con il pregiudizio.
Brutta bestia ma, grazie alla sua altissima qualità, la serie è riuscita ad ottenere consensi da praticamente chiunque, tanto che alcuni l’hanno definita una delle migliori trasposizioni e interpretazioni del personaggio degli ultimi tempi.
Parliamo di un Batman fortemente oscuro e noir che indaga e lotta in una Gotham degli anni quaranta particolarmente minacciosa. Seppur ai primi anni della sua carriera, Bruce deve affrontare polizia corrotta, bande mafiose e i famosi freak che infestano la città.
Non mancano, ovviamente, i soliti comprimari – che seppur fedeli ai personaggi originali hanno qualche differenza interessante – come James Gordon e sua figlia Barbara, Catwoman, Harley Quinn e così via.
Insomma, la prima stagione è stata un vero e proprio successo con Bruce Timm a dirigere il tutto con il supporto di J.J. Abrams, Matt Reeves e Ed Brubaker tra gli altri.
Il momento della conferma o smentita però è arrivato, perché la seconda stagione di Batman: Caped Crusader arriva con i suoi 10 episodi il 31 luglio su Prime Video. Io l’ho vista in anteprima – grazie per avermela mandata! – e posso parlarvene. Pronti?

Maledetta Gotham
La seconda stagione continua la rivisitazione della mitologia di Batman attraverso i produttori e artisti che vi ho nominato sopra – sempre tra gli altri – e continua lo sviluppo dei primi anni di carriera di Bruce Wayne nei panni di Batman.
È un guerriero estremamente solitario Bruce e questa solitudine parte dalla prima stagione per continuare inesorabilmente nella seconda. Non si fida di nessuno e il suo unico aiutante è Alfred Pennyworth che lui chiama semplicemente con il suo cognome, a dimostrazione del suo distacco, soprattutto emotivo.
Gotham era sembrata la co-protagonista della serie e questa seconda stagione lo conferma con forza, dimostrando quanto la città non è ancora pronta ad avere un vigilante che – seppur con i suoi modi bruschi – la difende con le unghie e con i denti.
È una città maledetta in ogni angolo, dove neppure i bambini sono salvi dal marcio che la circonda e dove la malavita trova terreno fertile per qualsiasi attività, senza preoccuparsi di chi possa interferire.
Anche perché, questo lo sapete bene, il GCPD di Gotham che dovrebbe essere addetto alla sicurezza della città, è corrotto fino al midollo.
È questo il primo punto di forza della seconda stagione che, forte delle basi solide della prima, rende Gotham ancor più vera e tangibile e in alcune puntate dimentica Batman per farci vivere i vicoli peggiori di una città che ci mangia e ci risputa senza alcuna pietà.
Alleati, criminali, freak
Batman: Caped Crusader conferma nella sua seconda stagione i comprimari che avevamo conosciuto e apprezzato precedentemente, continuando non soltanto a mostrarli sullo schermo con una frequenza degna di nota ma anche continuando le loro storie personali.
Vedere la crescita e la rabbia di Barbara o i continui rimorsi per una vita dolorosa di Renee Montoya permette di empatizzare con loro e trasmette allo spettatore una tridimensionalità non scontata per un prodotto del genere.
La profondità e la ricercatezza di chicche vere e proprie si vede nell’introduzione di ulteriori personaggi – che possono essere alleati e non – che trovano spazio nelle dieci puntati che compongono la stagione.
Non solo, la serie è composta da una trama orizzontale che vede un grande nemico (sapete già chi, dai!) operare dietro le quinte mentre la trama verticale di ogni episodio giunge a conclusione.
Questo, per me, è un ottimo esempio di scrittura vincente perché ogni nemico (o freak) trova il suo giusto minutaggio nella serie e soprattutto affronta un percorso giusto per tempo e modo in cui viene approfondito.
Purtroppo l’approfondimento dei personaggi è spesso un tema che viene non trattato degnamente o, semplicemente, trascurato perché gli sceneggiatori – e gli spettatori! – vogliono che in un film (o una serie, in questo caso) sui supereroi siano le botte a prevalevere.
Qui, fortunatamente, non è così. Si vede l’immenso amore e l’infinita conoscenza che gli autori hanno per il mondo di Batman e i freak, seppur con qualche modifica nell’aspetto e nel background, funzionano tutti alla perfezione.
Se lo standard della serie è perfettamente mantenuto, la seconda stagione aumenta notevolmente brutalità e spietatezza, con scene decisamente crude e senza troppe censure, dimostrandosi un prodotto pensato – anche per profondità di scrittura – anche e soprattutto per un pubblico maturo.

Stile e spietatezza
Spietatezza che trova il suo apice nell’incontro e nel modo di agire di Joker, il grande nemico della stagione. Non è uno spoiler, sia chiaro, ma parliamo di una versione del personaggio assolutamente agghiacciante (in senso buono) e spietata.
Fidatevi, non mancano i momenti in cui il suo modo di fare fa venire la pelle d’oca.
Al suo modo di fare si aggiunge il suo stile, assolutamente perfetto per il personaggio: è scavato e logorato dal dolore e da tutto ciò che Joker rappresenta.
Ah, a proposito di stile, la seconda stagione riprende lo stile della prima, con i suoi omoni quadrati e con le orecchie lunghe e appuntite di Batman. Qui va un po’ a gusti, c’è chi lo ama e c’è chi sicuramente non lo apprezza particolarmente.
Io lo trovo azzeccato per il periodo storico in cui si colloca e, seppur in qualche frame sia un po’ legnoso, è assolutamente vincente.
Vincente come tutta la serie che, a parte qualche puntata forse un po’ più lenta e qualche personaggio leggermente meno tagliente, si conferma un prodotto imperdibile e per molti continuerà ad essere il Batman migliore degli ultimi tempi.
Pronti a indossare la maschera?
La recensione ti è piaciuta? Qui te ne aspettano altre.
Conclusioni
La seconda stagione di Batman: Caped Crusader segue la scia della precedente e si conferma un prodotto eccellente che mischia ad uno stile retrò riconoscibile una scrittura e dei personaggi con un background affascinante e che non annoiano mai. Non mancano colpi di scena e una crudeltà tipica della città di Gotham che questa volta è protagonista assoluta e che cercherà in ogni modo di rendere la vita a Bruce/Batman impossibile.
PRO
- Lo stile si conferma ottimo e d’impatto…
- Tanti personaggi scritti bene
- Uno dei Joker migliori in assoluto
- Colpi di scena e crudeltà a iosa
- Gotham protagonista assoluta
- Cupa, malinconica, dolorosa
CONTRO
- …ma se non lo avete amato nella prima stagione non cambierete idea
- Qualche personaggio meno incisivo di altri
