Cinque anni dopo l’Uomo Ragno torna sul grande schermo con un film diverso e che incarna lo spirito fumettistico. Non senza ma…
La difficoltà dell’essere Spider-Man
Lo Spider-Man dell’MCU è stato spesso divisivo per i tantissimi fan del personaggio in tutto il mondo. C’è chi ha trovato la trilogia dei film di Tom Holland buona e divertente e chi invece l’ha trovata decisamente fuori fase.
Io sono più per la seconda idea, i suoi film non mi sono mai piaciuti particolarmente e ho trovato No Way Home l’apice del “non abbiamo idee ma abbiamo bisogno di portare tantissima gente al cinema”.
Fin dal primo trailer, però, questo nuovo capitolo della saga cinematografica di Peter Parker sembrava voler prendere lo spirito del fumetto e – per quanto possibile – trasferirlo al cinema.
La fiducia, quindi, per la prima volta dopo tanti anni, c’era. E in realtà è stata anche in parte ripagata, perché Spider-Man: Brand New Day non è un brutto film, con qualche riserva.
Prima di continuare vi avviso che, come sempre, NON ci sono spoiler su Brand New Day ma qualcosina sui film passati sì, per ovvi motivi.
Ovviamente, anche se lo sapete già, il film è in sala dal 29 luglio.

Un nuovo inizio
La scelta del titolo è molto importante, perché oltre a voler indicare che Spider-Man è “pronto” per iniziare una nuova vita, senza le persone che ama (May è morta e MJ, Ned e tutti gli altri non ricordano più che Peter è Spider-Man) segna un forte distaccamento dalla trilogia precedente.
Nel film diretto da Destin Daniel Cretton, Peter – che viene prima di Spidey, in questo caso – è costretto a convivere con la solitudine e si porta dietro gli strascichi delle battaglie e delle mazzate emotive che ha subito. Il tutto porta il ragazzo a riflettere in maniera intensa e, inevitabilmente, a cambiare.
La sua vita è incredibilmente abitudinaria: si sveglia, si cura le ferite, indossa la maschera e va a fare il vigilante, la sua ultima e unica ragione di vita.
Tutto è pronto a cambiare, però, quando il palazzo del Damage Control viene preso di mira da un nemico sconosciuto e che sembra poter conoscere tutti i suoi segreti.

Guardarsi dentro
Spider-Man: Brand New Day nelle sue due ore e venticinque minuti – che sono troppe, ve lo dico già – intrattiene e soprattutto mostra al pubblico un Peter Parker maturo (e in questo Tom Holland secondo me ha fatto un lavoro migliore dei suoi film precedenti) che continua un percorso di crescita iniziato anni fa e che trova qui una coerenza narrativa non scontanta.
Il film tratta dei temi importanti come il bisogno del rapporto e della connessione umana, come si affronta la solitudine e come si possono superare delle barriere emotive che spesso sono solo nella nostra testa e lo fa su un supereroe per parlare alla gente.
Spider-Man è forse il supereroe più amato da grandi e piccini proprio per la sua umanità che qui, ancora una volta, ci viene mostrata: Spidey non è lontano da noi, è tangibile, soffre come tutti noi ed evolve come tutti noi.
Chiaramente, essendo un supereroe con il DNA modificato, il suo “crescere” e “cambiare” comporta delle modifiche anche ai suoi poteri e a come gestirli, non senza qualche retorica che a volte stucca un po’.
In realtà, Spidey non è solo e pian piano nel film lo si capisce: oltre ai comprimari – ne parliamo tra poco – è la città di New York ad essere un elemento fondamentale della pellicola.
Esplorata, vissuta e amata/odiata dal protagonista, gli restituisce nei momenti critici una forma d’amore fondamentale per la sua crescita.
Peter, Frank, MJ
I comprimari, dicevamo. Se avete letto anche solo qualche fumetto, sapete bene che Spidey, abitualmente, collabora con i vari eroi o antieroi che bazzicano a New York.
Uno di questi è Frank Castle, il Punitore. La coppia che forma con Peter è una coppia vincente e divertente – forse una delle note migliori del film è l’ironia, molto ispirata ai fumetti – e sicuramente potrebbe meritare altri approfondimenti in futuro.
Quando c’è Frank – e c’è MJ – vuol dire che si mischiano sentimenti e azione; il regista del film le gira bene, con buone coreografie e buoni effetti di camera che donano alle scene di combattimento una forte dinamicità che diverte e tiene lo spettatore incollato allo schermo.
Ma il film ha delle note dolenti che stonano e che lo rendono meno bello di ciò che ho letto o visto in giro.
Partiamo dalla durata: il film è inevitabilmente troppo lungo e in alcune scene – e soprattutto in alcuni flashback – era secondo me assolutamente necessario asciugare qua e là per avere una migliore linearità e capacità di narrazione pulita.

Un film su Spider-Man o…?
Se la durata è quella che è – complici anche i tanti personaggi a schermo -, alcune scelte di trama sono discutibili e lasciano qualche dubbio su eventuali buchi (ovviamente non posso parlarvene per fare spoiler).
Ma, il problema più grande, per me è il nemico del film. Anche qui, non posso dirvi chi è o chi non è (anche se lo si capisce dopo 10 minuti) ma il modo in cui viene gestito non si sposa con la mia idea di film su Spider-Man.
Avevo l’impressione, soprattutto verso la conclusione – che ripeto, si trascina troppo – che non stavo più guardando un film su Spider-Man ma un film di origini di un altro personaggio.
Per carità, ci può anche stare, ma perché aggiungere ad un film che si porta dietro situazioni di anni e anni altri elementi che possono portare a confusione e teorie varie?
In realtà la risposta ce l’ho, ed è sempre la stessa: il grande universo cinematografico della Marvel viene prima di tutto e bisogna alimentarlo, anche quando non ce n’è bisogno.
Speriamo, comunque, di poter vedere presto come continua l’evoluzione di Peter. Sì, Spider-Man tornerà.
La recensione ti è piaciuta? Qui te ne aspettano altre.
Conclusioni
Spider-Man: Brand New Day è nettamente il film migliore di Tom Holland sul personaggio, anche perché gli altri erano inguardabili. Il film tratta temi importanti e permette agli spettatori di empatizzare con il supereroe tra momenti di leggerezza e momenti più intensi, anche emotivamente. Le scene d’azione sono ben girate ma la durata eccessiva stronca la magia e le condizioni obbligate dell’MCU di aggiungere sempre personaggi, purtroppo, hanno il sopravvento.
PRO
- Tom Holland finalmente è un buon Peter
- Divertente e con buoni temi…
- Frank e Spidey, bella coppia!
- Scene d’azione ben girate
- L’anima del fumetto c’è
CONTRO
- …ma troppo lungo
- Sto guardando un film su Spider-Man o un film di origini di un personaggio che sarà poi importante?
- Se non avete visto la trilogia precedente non capirete praticamente nulla delle scelte dei personaggi
