La casa rogo del male cover

La Casa – Il Rogo del Male: Recensione del film

La nuova trilogia “sequel” del storico “brand” aggiunge un tassello con un film splatter e brutale. Il plot è ancora vincente?

Fine? Mai

Il brand Evil Dead, tradotto da noi in “La Casa” è senza dubbio una colonna portante della storia dei film horror. Ovviamente, il primo capitolo resta imbattibile ed imbattuto: parliamo di uno dei capolavori assoluti di Sam Raimi che, con un budget ridicolo e un cast composto totalmente da amici, ha creato un vero e proprio capovaloro.

Ridefinendo il concetto di splatter, possessione demoniaca e il concetto di “casa isolata”, è diventato il primo di una lunga saga che, partendo da un horror puro e grezzo, ha aggiunto generi e sottogeneri – con alcune derivazioni – per arrivare a contare ben sei capitoli.

Il ciclo moderno, iniziato nel 2023 con “La Casa – Il Risveglio del Male” di Lee Cronin prosegue con altri due capitoli, in un rilancio fortemente voluto da Sam Raimi per rilanciare il brand, dando le chiavi del progetto e di casa ad autori di alto livello.

La Casa – Il Rogo del Male è al cinema dall’8 luglio. Pronti a sporcarvi di sangue?

Alice in La Casa - Il Rogo del Male

La famiglia

Sébastien Vaniček, alla regia del film, decide di esplorare nuovi temi perché, se il precedente diretto da Lee Cronin era basato sulla sorellanza, il nuovo film scava nelle radici della famiglia rendendola non un rifugio o un qualcosa su cui fare affidamento, ma un simbolo di detenzione.

La protagonista è Alice (Souheila Yacoub) che arriva nella casa isolata (chi lo avrebbe mai detto?) dei suoceri dopo la morte del marito.

Si tratta, formalmente e figurativamente, di un ultimo incontro di famiglia. Un evento già di per sé difficile ma che si trasforma in un vero e proprio incubo.

Se la vita di Alice era già estremamente complessa a causa delle violenze che subiva durante il suo matrimonio, ecco che la famiglia interviene non per fare da scudo e per proteggere, ma come simbolo di omertà e per ferire, come se la scelta di legarsi in matrimonio debba proseguire ben oltre la vita terrena.

Scena in La Casa - Il Rogo del Male

Demoni

Un intento sicuramente maturo e affascinante, se non fosse che, come spesso succede in questi film horror, viene affrontato soltanto in superficie e, nel momento decisivo per affondare, fa un piccolo passo indietro, prediligendo le classiche scene splatter e i soliti jump scare.

Parlare dei traumi che una famiglia può lasciare – soprattutto nei figli e soprattutto nella generazione attuale – è coraggioso e mettere in scena dialoghi che affrontano la dipendenza affettiva, la morbosità e il rimorso è sicuramente nobile per un horror del genere che, però, si rivela poco efficace proprio per la poca brillantezza degli stessi.

Dai demoni dei ricordi e del passato – spesso ignorati o messi “sotto al tappeto” – si passa ai demoni che sul grande schermo fanno il loro effetto e che devono, in qualche modo, trasmettere la sensazione di paura e di terrore.

Per far ciò, la fotografia di Philip Lozano è perfetta nel suo essere fredda e funzionale – probabilmente lo stesso regista l’ha concepita così – e restituisce scene piene zeppe di sangue con corpi dilaniati, teste che saltano qua e là e jump scare che aumentano i battiti cardiaci.

Buono ma…

La casa – Il Rogo del Male è senza dubbio un film buono – soprattutto i fan della saga -, certo non aspettatevi di paragonarlo al primo leggendario capitolo di Sam Raimi (e forse è giusto così) ma vedere come un brand continua a cercare di evolversi e a trovare qualcosa da raccontare fa senza dubbio piacere.

È un buon film che, in circa due ore, cerca nel bel mezzo di massacri veri e propri, di affrontare e addentrarsi in una chiave di lettura matura sulla famiglia che inevitabilmente tocca una buona parte di pubblico.

Durante il viaggio all’inferno di Alice bisogna scendere a patti: tradire l’anima del brand o darci un assaggio di qualcosa di più profondo?

Alla fine la strada scelta è quella del compromesso e se il Necronomicon fa paura al cinema ormai dall’1981, è bene riguardarsi per bene dai demoni della famiglia e da quelli che, inevitabilmente, ognuno di noi si porta dentro.

La recensione ti è piaciuta? Qui te ne aspettano altre.

Conclusioni

Conclusioni

La Casa – Il Rogo del Male è un film che fa il suo, senza eccellere. Certo, i temi trattati soprattutto all’inizio danno l’impressione di poter assistere a un horror profondo e maturo, ma non è così. I temi si fermano in superficie per dare spazio allo splatter e allo show dei corpi dilaniati. Resta godibile ma si poteva fare decisamente di più. La saga, però, continua…

PRO
  • È un film del “La Casa” e ne racchiude lo spirito
  • Fotografia buona…
  • Sembrava poter essere maturo…
  • Se amate lo splatter è una festa
CONTRO
  • …ma non rivoluzionaria
  • …ma si ferma in superficie
  • Qualche colpo di scena è prevedibile per i navigati del genere
6.3

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