Avatar: Fuoco e Cenere cover recensione

Avatar: Fuoco e Cenere – Recensione del nuovo film di Cameron

Dopo tre anni dal secondo capitolo, James Cameron torna al cinema con il film più ambizioso della saga, pronto a cambiare Pandora per sempre.

Varang in Avatar Fuoco e Cenere

Una saga leggendaria

Ricorda ancora perfettamente quando nel 2010 andai al cinema a vedere Avatar.

Sembra passata una vita, anzi forse è passata davvero, nonostante i vivi ricordi – ah, che nostalgia! -.

James Cameron non ha certo bisogno di presentazioni; stiamo parlando di uno dei registi più influenti della storia del cinema e al secondo posto – per ora – per record di incassi.

Se parliamo di rivoluzione in un settore, è impossibile non citare il primo capitolo di Avatar: parliamo di un film che all’epoca è riuscito a portare sul grande schermo un 3D immersivo, una CGI fotorealistica mai vista prima e un motion capture avanzatissimo.

Un vero e proprio linguaggio visivo, insomma, che ha raggiunto il suo picco massimo con la creazione di Pandora, il mondo in cui si svolge il film.

Pandora è un mondo estremamente complesso e affascinante, con un’ecosistema folle e con il popolo che ci vive – i Na’vi – con cultura, religione e linguaggio perfettamente definiti.

La trama – seppur abbastanza lineare – tratta temi come il rapporto uomo-natura, lo sfruttamento e il colonialismo.

Semplici ma dannatamente efficaci e che si sposano perfettamente con il magico mondo che è Pandora.

Miles Quaritch in Avatar: Fuoco e Cenere

Dall’acqua al fuoco

La perfezione maniacale per i dettagli e la voglia di stupire sempre di più ha fatto passare ben tredici anni tra Avatar e il suo secondo capitolo, Avatar: La Via dell’acqua.

La continua voglia di espandere Pandora e il suo ecosistema non poteva portare ad un seguito “normale”; già dal nome si capisce la voglia di esplorare l’acqua e il collegamento tra essa e i Na’vi.

Tutto ciò non era possibile con la tecnologia di allora, anzi, il tempo passato è servito allo sviluppo di software e hardware capaci di realizzare una CGI di luci e fisica dell’acqua praticamente perfetta.

Inoltre, James Cameron ha più volte dichiarato di aver progettato la storia di Avatar 2, 3, 4 e 5 contemporaneamente, in modo da avere una coerenza narrativa ed evitare sequel improvvisati.

Inutile dirvi – anche perché ne hanno parlato tutti – che anche il secondo capitolo di Avatar è stato un successo clamoroso.

Sebbene la trama ripercorre i temi del primo capitolo, ampliandoli con nuove visioni, è palese come il vero protagonista della storia è Pandora, che viene sempre più approfondita.

La sua centralità e la voglia di raccontare ancora e ancora luoghi, credenze e modi di vivere ci ha portati qui. Disponibile al cinema dal 17 dicembre, è arrivato Avatar: Fuoco e Cenere.

Jake e Neytiri in Avatar: Fuoco e Cenere

Continuità

In realtà, James Cameron in 3 ore e 15 minuti di film ha scelto di utilizzare una forte continuità narrativa con il secondo capitolo, come se fossero due titoli attaccati l’uno all’altro.

Seduti in sala – rigorosamente con la visione del film in 3D – è come se tre anni da “La Via dell’Acqua” non fossero passati ed è bello ritrovare la famiglia Sully e gli altri co-protagonisti pronti a riaccoglierci nella loro vita e nel loro dolore.

Dolore che per via degli eventi accaduti precedentemente è vivo e quasi tangibile e segna una forte spaccatura all’interno della famiglia che fino a poco tempo fa era considerata felice ma che dovrà ora fare i conti con i fantasmi del passato e i pericoli del futuro.

I riflettori sono sì puntati su Jake e Neytiri ma puntano forte anche sui figli: è bellissimo vedere la crescita – fisica e caratteriale – di Lo’ak, Tuk, Kiri e Spider, tutti con le loro difficoltà e i loro sogni.

La trama, invece, ripercorre l’eterna lotta tra i Na’vi e la “Gente del Cielo”, dove si aggiunge un terzo incomodo: Varang.

Capo del clan Mangkwan, è una strega estremamente violenta e spietata, capace di controllare le arti oscure di Pandora.

Non solo, Varang e il suo clan venerano il fuoco e ci hanno fondato una religione che va in contrapposizione con Eywa, l’entità divina e la forza vitale che governa Pandora.

Eterna lotta tra bene e male

A questo clan decisamente “vivace” si unisce il sempre vivo e rancoroso colonnello Miles Quaritch che ha come unica missione quella di catturare Jake Sully.

In queste lotte all’ultimo sangue – dove non mancano colpi di scena – c’è sempre Pandora. Il mondo ideato da Cameron è più vivo che mai e sempre meraviglioso da vedere.

Diciamolo chiaramente: molti non apprezzano Avatar perché ha una trama “banale” e tratta temi triti e ritriti ma, almeno secondo me, la sua forza è proprio questa.

Avatar, fin dal primo capitolo, presenta personaggi interessanti e ben caratterizzati e, nel corso dei capitoli, li fa crescere in maniera coerente e quasi famigliare.

Per i temi trattati, beh, ci sono sempre lo sfruttamento e l’avidità umana ma a questi vanno aggiunti il rapporto padre-figlio e la religione, tra fanatici e “reietti”.

Varang in Avatar 3

Esperienza colossale

È sempre uno spettacolo visivo – forse ai suoi massimi – ed è tutto quasi perfetto tra musica, ambiente e interazione col mondo circostante.

L’unica cosa che mi ha fatto storcere il naso sono le battaglie (alcune davvero enormi) che sul finale sono molto – forse troppo – simili al capitolo 2, risultando quasi un rewatch.

A parte questo, Avatar: Fuoco e Cenere è un’esperienza cinematografica che per la sua lunga durata vi cattura e vi tiene lontani dal mondo e dai vostri pensieri, catapultandovi su Pandora e portandovi dentro la lunga battaglia che da anni tormenta Jake, la sua famiglia e i Na’vi.

Un film colossale che chiude un cerchio e, seppur con qualche difetto, segna un nuovo standard per la CGI usata al cinema.

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Conclusioni
Conclusioni

Avatar: Fuoco e Cenere è il terzo capitolo della saga che, in forte continuità con il precedente, presenta l’evoluzione della famiglia Sully e dei comprimari, introducendo un nuovo clan nemico e trattando i temi in maniera semplice e corretta. Sebbene la durata può essere indigesta per alcuni, è un’esperienza gigantesca che vi trasporta nel fantastico mondo di Pandora che tra effetti visivi e sonori tocca vette mai raggiunte dal cinema.

PRO
  • Pandora è viva e realizzata in maniera superlativa
  • Varang è un ottimo villain
  • È un’esperienza che mette in pace con il cinema
  • Sceglie dei temi da trattare e lo fa in maniera coerente
  • È in forte continuità con il secondo…
CONTRO
  • …ma in alcune scene lo ricorda troppo
  • La durata può essere indigesta per qualcuno
8.8

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