Locandina Disclosure Day

Disclosure Day: il ritorno degli alieni di Spielberg – Recensione

Il leggendario regista torna a parlare di alieni con un film di fantascienza che mette in primo piano gli esseri umani.

Gli alieni di Steven

Quando si parla di alieni – ma non solo – nella storia del cinema è impossibile non citare il rapporto tra questi ultimi e Steven Spielberg.

Il legame tra il regista e questo tema – sempre delicato da trattare – è viscerarle e profondo; per Spielberg la figura degli extraterrestri e in generale il ruolo della fantascienza non è mai stato un normale espediente narrativo ma un modo per approfondire le emozioni e relazioni umane.

Prima dell’arrivo del regista, l’alieno era considerato una minaccia – in quello che ormai era diventato un vero e proprio cliché – che voleva invadere e conquistare la terra.

Per fortuna, Spielberg ha completamente ribaltato questa ideologia partendo dal 1977 con “Incontri ravvicinati del terzo tipo” per poi proseguire in quello che forse è il suo film più famoso su questo tema: “E.T. l’extra terrestre“.

Non sto qui a recensirvi ed estrapolarvi le tantissime emozioni di due masterpiece del cinema di fantascienza ma, se non li avete mai visti, sono delle visioni praticamente obbligate.

Non aspettatevi il classico approccio con i grigi ma un vero e proprio filo conduttore che lega le sceneggiature; parliamo di un approccio estremamente umano ed emotivo che sfocia nella quotidianità come straordinario che diventa ordinario.

Col tempo, questo modo di intendere e vedere il tema è diventato un tratto distintivo del regista che, a quanto pare non ancora sazio, è tornato a trattare gli alieni ancora.

Dal 10 giugno è infatti disponibile in sala Dislcosure Day. Gli alieni, con il loro papà cinematografico, sono tornati.

Margareth in Disclosure Day

Disclosure Day: intercettare la realtà

Sembra quasi tutto combinato ma, incredibilmente, Disclosure Day esce nel periodo storico in cui il Pentagono sotto la guida di Trump decide di rendere pubblici file contenenti video e foto di presunti avvistamenti UFO.

È un po’ più complesso di così: la community che tratta le teorie del complotto riguardanti il tema alieni in genere è sempre attiva – forse oggi più che mai – e quindi il buon Spielberg sfonda una porta aperta in un film che parla si di alieni ma che cela molto di più.

Via il dente via il dolore: Discolosure Day è uno dei film più belli del 2026 – con qualche contro che approfondiamo dopo – e oltre all’ormai chiaro tema degli alieni racconta la storia di Daniel Kellner (interpretato da Josh O’Connor), un informatore che lavora per il governo e che si ritrova, improvvisamente, nel mirino proprio dell’associazione dove lavora e di Margareth Fairchild (interpretata da una Emily Blunt in stato di grazia), una meteorologa che durante il classico notiziario quotidiano inizia ad emettere strani rumori alieni.

I due protagonisti, diversissimi per modo di vivere e carattere, sono il vero e proprio motore del film. Il giorno della rivelazione, fin dal titolo, è un faro che illumina gli alieni soltanto in superficie, scavando invece nell’animo umano e nella società contemporanea.

In circa 2 ore e 30 – poco meno -, Spielberg riesce a creare un film di fantascienza denso e forse fuori tempo massimo dal punto di vista della messa in scena e delle scene d’azione.

Lo avete capito, il segreto che Daniel custodisce e che vuol rivelare al mondo deve essere fermato dal Governo in qualsiasi modo, non importa quanto brutale e dispendioso esso sia.

Ma tutto questo perché?

Daniel e e Margareth in Disclosure Day

La società di oggi

Il modo di comunicare e di leggere – e interpretare – le notizie è profondamente cambiato rispetto a qualche anno fa ed è forse il tema più affrontato in Discolsure Day.

Non sono le tante scene d’azione – non tutte perfette a livello visivo, a dirla tutta – o i colpi di scena e i misteri che aleggiano intorno al film per gran parte della sua durata ad aver centrato il punto.

Certo, fanno il loro lavoro ma Spielberg, probabilmente ha usato il film sugli alieni come un vero e proprio pretesto per mandare un messaggio a tutta la società; come recepiamo le notizie? Come vediamo – e accettiamo – la verità? Se la accettiamo, come la assimiliamo?

Non cercate risposte scontate a queste domande perché, in sala, le vostre certezze potrebbe sgretolarsi lentamente e potreste ritrovarvi dentro il film molto più facilmente di quanto potreste immaginare.

Disclosure Day potrebbe essere benissimo il canto del cigno di Steven Spielberg – ma in realtà è già tornato al lavoro – perché l’essere un film di fantascienza così stratificato tra azione, colpi di scena e componente umana non è un lavoro che possono portare a termine tutti.

Non resta che andare in sala e vedere, ascoltare e vivere. Sempre se siete pronti alla verità…

La recensione ti è piaciuta? Qui ti aspettano le altre.

Conclusioni

Conclusioni

Se siete amanti del cinema di fantascienza e dello stile di Spielberg è inutile dirvi che in Disclosure Day troverete pan per i vostri denti. Non aspettatevi, però, grandi scene con alieni ma piuttosto un thriller politico e incentrato sui rapporti umani e su come la società di oggi può apprendere e assorbire notizie sconvolgenti.

PRO
  • Steven Spielberg allo stato puro
  • Emily Bunt in forma smagliante
  • Fotografia e colonna sonora di altissimo livello
  • Gli alieni sono un pretesto per un film che parla della società e della comunicazione moderna
CONTRO
  • Non tutte le scene d’azione rendono al meglio
  • Per alcuni un modo di fare cinema fuori tempo
8.8

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