Disponibile su Xbox e PC, la nuova fatica di Playground Games sembra essere il racing arcade definitivo. Sarà davvero così?
Ancora Playground
Era il 9 novembre 2021 quando, sulle piattaforme di casa Micrososft e su PC, Playground Games lanciava Forza Horizon 5.
Un vero e proprio lancio verso la nuova generazione che ha permesso al brand – e alla casa produttrice – di ridefinire il genere degli arcade racing.
Il quinto capitolo, uscito un anno fa anche su PS5, era ambientato in Messico e presentava una mole di contenuti spaventosa – tra veicoli, gare e sfide di vario genere – e da molti è considerato la ciliegina su una torta già molto, molto buona.
Playground non si è accontentata. Ha voluto fare di più. Dal 19 maggio è disponibile, anche su GamePass Ultimate – su Xbox Series X|S e PC – Forza Horizon 6.
Questa volta, ad essere ricreato con la solita maniacalità è il Giappone. E questa maniacalità non è presente soltanto nella riproduzione del luogo scelto e nella grande immersione disponibile per i giocatori, ma in tutta la formula che da anni regna sovrana su giochi di questo genere e che, forse, non è ancora abbastanza celebrata.
Il successo di Forza Horizon è sì nel sistema di guida – qui praticamente al suo massimo – e di adrenalina che rilascia in ogni suo momento, ma è anche nelle centinaia di auto che affascinano e ammaliano esperti e amanti dei motori e novellini, nelle sue intense e ricche sfide, nelle passeggiate al tramonto che servono per rallentare dai ritmi forsennati della vita e, soprattutto, nella sua anima da festival.

Il festival: l’anima di Forza Horizon
Nella realizzazione di questo titolo e nelle decisioni di game design (si dice così?), Forza Horizon si conferma essere un videogioco dove il viaggiare con la propria auto non deve essere un tour in scala 1:1 del posto scelto ma una vero e proprio viaggio tra le proprie emozioni e le proprie vibe(s).
Viaggiando in Giappone, le sensazioni che i giocatori proveranno alla guida saranno sensibilmente diverse, come se l’esperienza potesse trasformarsi su misura per ognuno di loro.
Sono sicuro che ciò che ho provato io guidando e fermandomi a guardare le foreste di bambù, i neon e i templi (tra le altre cose) non sarà ciò che proverete voi e questo è un punto fondamentale per la “personalizzazione” dell’esperienza.
Se il Giappone nelle sue sfaccettature – e nelle sue imperfezioni – si sposa tantissimo con il concetto di Forza, ciò che resta fortemente nell’identità del brand è il Festival: il Festival Horizon è presente – ovviamente – anche in questo sesto capitolo nella sua tradizione ed è ancora il traino della produzione.
Non rivedere una formula così vincente e identitaria sarebbe stato decisamente scioccante ma, anche qui, non è tutto. Oltre alle classiche sfide che conosciamo e apprezziamo, Playground ha fatto una scelta secondo me geniale: le attività Discover Japan.
Una nazione così particolare come quella nipponica non poteva essere celebrata in maniera grossolana e questa nuova modalità, insieme ad una gestione della mappa quasi “verticale” consente di avere due campagne praticamente separate e che permettono al giocatore di avere il proprio viaggio nella terra del Sol Levante.

Come se non bastasse…
Avere due campagne non vuol dire soltanto avere esperienze diverse ma due modi di giocare che si intersecano e che, inevitabilmente, rendono il gioco più corposo e – per i più determinati – complesso da finire.
Arrivare alla parte finale della campagna vuol dire – a differenza del capitolo precedente – spendere tra le quaranta e cinquanta ore a sfrecciare qua e là alla ricerca di braccialetti, sfide e timbri (praticamente una dichiarazione d’amore apertissima al Giappone).
Se tutto questo non dovesse bastare ad accontentare la vostra “fame”, Forza Horizon 6 permette a tutti i giocatori di sfogarsi sul lato artistico.
Discover Japan è un vero e proprio viaggio tra la storia e la cultura del paese che è impreziosito dalla modalità foto. Poter essere degli “artisti” e riuscire a condividere con la community scorci del proprio viaggio rende Forza Horizon, addirittura, un cozy game capace di farti sentire a casa.
Se siete dei giocatori hardcore e vi state “spaventando” nel leggere questi aspetti non preoccupatevi; la forza di Forza – che gioco di parole! – Horizon 6 è proprio questa: riuscire ad essere un gioco per tutti e di tutti, dove chi vuole collezionare braccialetti e battere ogni record può farlo, così come chi vuole rilassarsi riesce a trovare il giusto ambiente.

Mostruoso
Non c’è molto altro da dire se non che, giocandolo su Xbox Series X, Forza Horizon 6 ha mostrato eccome i muscoli. Parliamo di un gioco fluido e praticamente mai incerto che riesce a compiere un miracolo tecnico rivelandosi bellissimo da vedere e semplicemente mastodontico da giocare.
La possibilità di accesso garantita a tutte le fasce di giocatori, la scelta del Giappone, la quantità infinita di auto da collezionare e tutto il resto permettono di giocare questa perla in modi sempre diversi e sempre appaganti.
Avete bisogno di scariche di dopamina e adrenalina? Tranquilli, è pieno di gare e di “cose” da sbloccare. Volete rilassarvi dopo una giornata impegnativa? Tranquilli, c’è un bel parco da attraversare e in cui immergersi.
Certo, non ci sono grosse rivoluzioni ma, in fin dei conti, se un gioco è praticamente perfetto nella sua formula e nel suo essere intrattenimento puro, cosa c’è da rivoluzionare?
Ci vediamo in pista (e in Giappone!).
La recensione ti è piaciuta? Qui te ne aspettano altre.
Conclusioni
Forza Horizon 6 è probabilmente il punto più alto mai toccato da un racing arcade. L’ambientazione, le sfide e la scelta di come percorrere il viaggio sono un mix perfetto di un gioco che trova l’apice nella sua realizzazione tecnica.
PRO
- Visivamente incredibile
- Stabile, veloce, pieno di cose di fare e di collezionabili
- Decidi tu come vivere il viaggio
- Se amate il Giappone vivrete un sogno
- Si guida che è un piacere
CONTRO
- Chi si aspettava una rivoluzione potrebbe rimanere deluso
