Disponibile su WeShort dal 20 novembre, il cortometraggio made in Italy regala un’esperienza cinematografica oscura e che fa centro.
Un progetto ambizioso
L’amore per il cinema e per l’Italia ha portato tre ragazzi a realizzare un progetto di una complessità elevata e con una riuscita per nulla scontata.
“Juggernaut” nasce dalla voglia di Daniele Ricci, Emanuele Ricci ed Eugenio Krilov di raccontare come il cinema indipendente italiano abbia tanto da dire e, con la giusta passione e impegno, possa portare a dei risultati sbalorditivi.
Se Daniele ed Emanuele sono alla regia – e alla fotografia -, Eugenio interpreta il protagonista. Una sinergia praticamente perfetta tra i tre amici, tanto da rendere “Juggernaut” il cortometraggio dark-fantasy italiano più celebrato del 2024.
Sì, la storia di questo corto parte da lontano e non si è di certo fermata in patria: due anni di tour internazionale hanno portato a oltre 81 selezioni ufficiali e 35 premi vinti tra cui il Moscow International Film Festival e il Rhode Island International Film Festival.
Non vi basta? Beh, avete mai sentito parlare del San Diego Comic-Con e dell’MCM London Comic-Con? Ebbene “Juggernaut” è passato – ed ha lasciato il segno – anche lì.
Ma cosa rende un corto così speciale?

Silenzio assordante
Ambientato in un Medioevo cupo, il corto racconta la storia di un guerriero che intraprende un viaggio per riavere indietro ciò che ha perduto.
Sembra la classica storia alla “Game of Thrones”, no? Ebbene non c’entra nulla. “Juggernaut” può essere affiancato a titoli come Berserk, Bloodborne e Dark Souls.
Forse è proprio quest’ultimo titolo a rappresentare l’atmosfera del corto, oscuro e di forte impatto emotivo.
Il forte impatto emotivo di “Juggernaut” si sente fin dal primo frame. Parliamo di un’opera visivamente sbalorditiva e che fa dell’approccio visivo l’elemento trainante dell’opera.
Opera che è priva di dialoghi e che, oltre alla qualità visiva eccezionale, si basa anche su un sound design degno delle migliori produzioni cinematografiche.
La forza di “Juggernaut” sta tutta qui; realizzare un corto che senza dialoghi riesce a tenere incollato lo spettatore allo schermo non è facile.
Venti minuti non sono tanti, certo, ma gli autori sono riusciti a renderli intensi grazie ad un ritmo incessante, a scelte registiche perfette e a una gestione del tempo da professionisti.

Il peso del viaggio
Il viaggio del protagonista è intenso e fa male fisicamente e spiritualmente. La fatica, il ritrovarsi spaesato e il dolore bucano lo schermo e arrivano allo spettatore che non può non essere coinvolto.
Ritrovarsi davanti ad un’ambientazione sbalorditiva – il film è stato girato in Toscana e Liguria – e ad una messa in scena così potente e d’impatto mi ha stupito.
Il progetto “Juggernaut” – che potete vedere qui – è il risultato e la dimostrazione del talento che il cinema indipendente italiano ha e che forse non ha l’attenzione che merita.
La voglia di creare e di regalare al pubblico prodotti di valore di questi ragazzi ci lancia verso il futuro: è in realizzazione, insieme a Mondo Rosso Productions, un lungometraggio ambientato proprio nello stesso universo di “Juggernaut“.
In attesa di questa nuova fatica, preparate l’elmetto e gettatevi in un’esperienza breve e intensa che vi lascerà, fidatevi, senza parole.
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Conclusioni
Ciò che hanno fatto Daniele, Emanuele ed Eugenio con Juggernaut dimostra quanto la passione e la voglia di mettersi in gioco possano portare a risultati strabilianti. Un viaggio di venti minuti intenso e doloroso che con una resa visiva e un comparto sonoro da brividi deve essere visto da chiunque ami il buon cinema.
PRO
- Visivamente sbalorditivo
- Non inserire dialoghi è una scelta vincente
- Comparto sonoro di primo livello
- È un progetto indipendente nato dalla passione di tre amici
