One Piece stagione 2 recensione cover

One Piece Stagione 2 – Recensione della Serie TV

Il tanto chiacchierato live action di One Piece arriva con la sua seconda stagione. Tra aspettative e scelte controverse, come sarà andata?

Un nome che pesa

Quando si parla di One Piece – soprattutto negli ultimi anni -, il rischio di andare contro a fan sfegatati dell’opera è sempre molto alto.

Come biasimarli? Quando un’opera raggiunge un successo così è quasi automatica la creazione di schiere di veri e propri fan pronti a dare la vita per difenderla, così come è automatica la creazione di schiere di detrattori.

One Piece è un manga lunghissimo ed estremamente complesso da analizzare. Non perché bisogna essere dei luminari della letteratura, ma perché la sua mole di saghe, di personaggi e di temi trattati necessita uno spazio a sé.

E diciamoci la verità: quando il live action di One Piece fu annunciato da Netflix – ormai qualche anno fa – la paura era tanta.

L’uscita della prima stagione nel 2023 ha diviso ancor di più il fandom; da una parte quelli che erano soddisfatti di ritrovare i loro personaggi preferiti in un adattamento tutto sommato decente e dall’altra quelli che proprio non potevano accettare che un manga così fosse “snaturato”.

Il successo della serie è però innegabile. Così come è innegabile che tanti si sono avvicinati ai Mugiwara proprio partendo dal live action. Netflix allora l’ha fatto di nuovo.

Dal 10 marzo, le avventure dei Pirati di Cappello di Paglia sono tornate con la seconda stagione.

I Mugiwara in One Piece stagione 2

Il ritorno dei Mugiwara

Ci sono voluti quasi tre anni per il ritorno di Luffy, Nami & co. sul piccolo schermo. D’altronde la serie – oltre ad avere dei tempi di produzione decisamente lunghi – è supervisionata passo dopo passo da nientemeno che Eiichiro Oda.

La supervisione del creatore di One Piece è praticamente ovunque; dal cast alle scelte di “snellimento” di trama fino alla gestione delle puntate.

Indovinate un po’? Anche qui non manca la polemica e la divisione: c’è chi sostiene che Oda non abbia le competenze “televisive” e c’è chi sostiene che senza la sua supervisione la serie avrebbe preso strade negative.

Insomma, dibattiti su dibattiti che però non tolgono che la seconda stagione di One Piece conta otto episodi – come la prima – ed è, tutto sommato, un prodotto gradevole.

Andiamo per gradi.

La prima stagione si è chiusa con la sconfitta della banda di Arlong e ha sancito la nascita vera e propria dei Mugiwara che ora hanno un solo obiettivo: lasciare il Mare Orientale per raggiungere e affrontare la Rotta Maggiore.

Chi ha letto il manga o ha guardato l’anime probabilmente ricorda perfettamente tutto ciò che succede, tanto da considerarlo un ripasso.

In realtà, la serie Netflix seppur fedelissima all’opera originale (e qui si vede il contributo di Oda) taglia qua e là – anche per esigenze televisive – e racchiude negli otto episodi una serie di avventure che partono con l’arrivo a Logue Town e si concludono con il saluto al Regno di Drum.

Chopper in One Piece stagione 2

Verso Alabasta

È abbastanza chiaro che questa seconda stagione fa da apertura alla terza – già in produzione – e che culminerà con la leggendaria saga di Alabasta.

Saga di Alabasta che in realtà è iniziata in questa stagione ma che per la sua lunghezza ha subito una netta divisione.

Se il culmine dello scontro con Crocodile e con la Baroque Works arriverà tra un po’, non mancano di certo emozioni, divertimento e, soprattutto, nuovi personaggi.

Vedere l’adattamento di Nico Robin – per me con una scelta di cast perfetta – o vedere per la prima volta i giganti di Elbaf fa davvero un certo effetto.

Così come fa effetto – e colpisce perfettamente – la prima apparizione di Chopper con tutta la sua storia.

Tutto bello quindi? No, decisamente no.

Premesso che chi scrive è un fan del manga e che è al passo con la storia. Inoltre, chi scrive deve tantissimo a One Piece e, pur riconoscendo delle criticità evidenti negli ultimi tempi, lo considera uno dei manga più belli e importanti di sempre.

Spesso, l’amore che si ha verso l’opera originale appanna un po’ la vista sia nel bene che nel male, creando una difficoltà di giudizio e forse un po’ di imparzialità.

Ci ho messo un po’ ad elaborare il mio pensiero e ci tengo a ribadire che il live action di One Piece, soprattutto in questa sua stagione, è un prodotto gradevole.

Nico Robin in One Piece stagione 2

Alti e bassi

La scelta di creare una trasposizione televisiva di un manga è sicuramente una scelta coraggiosa e, dato il nome dell’opera, remunerativa ma l’errore è sempre dietro l’angolo.

Uno dei più grandi pro del live action è senza dubbio il cast. A parte qualche eccezione, gli attori scelti risultano una scelta vincente così come risulta vincente la scelta di asciugare qua e là la storia.

Non è impeccabile la CGI, anzi. In alcune scene e situazioni risulta fin troppo finta e, come definita da alcuni, quasi da prodotto “fan made”.

Anche alcune scelte di performance attoriali risultano – come direbbero i giovani – cringe. L’esempio calzante è Luffy, personaggio estremamente esuberante e fuori dagli schemi nel manga ma che nel contesto della serie TV stona.

Vincente è invece il flashback di Chopper, la performance di Emily Rudd nei panni di Nami e dei rispettivi Sanji e Zoro.

Nami e Vivi in One Piece stagione 2

Da apprezzare, inoltre, la presenza di alcuni personaggi e di situazioni che nell’opera originale arrivano tanto avanti – le note retcon – e che qui vengono già presentate o accennate agli spettatori.

Il senso di avventura che regala One Piece, però, è sempre uno spettacolo, che sia tramite la carta stampata, tramite l’anime o tramite attori in carne ed ossa.

Certo, alcune situazioni potevano essere gestite meglio ma non c’è dubbio che la qualità rispetto alla prima stagione sia migliorata e, soprattutto, non c’è dubbio che vi innamorerete per la prima volta – o per la duecentesima – di una banda di Pirati che lotta per la giustizia, per la libertà e per i sogni.

La recensione ti è piaciuta? Leggine altre qui!

Conclusioni

Conclusioni

Il live action di One Piece torna con una seconda stagione più grande e ambiziosa della prima, migliorando sensibilmente messa in scena e CGI. Purtroppo, questo non succede sempre e alcune scelte registiche stonano, rendendo questi otto episodi godibili ma migliorabili.

PRO
  • Dona un senso di avventura in pieno stile One Piece
  • Il cast è praticamente perfetto…
  • La storia di Chopper è raccontata perfettamente
  • Fedele all’opera originale
CONTRO
  • …tranne qualche eccezione che stona
  • Regia e CGI in alcuni punti da migliorare
  • In alcune situazioni sembra di rivedere i Power Rangers degli anni 90
6.5
Tag: Nessun tag

I commenti sono chiusi.