Pronti a gettarvi in un nuovo manga slice of life con tinte decisamente fantasy? Benvenuti nella recensione del primo numero di RuriDragon!
Masaoki Shindo, l’autore
Gli autori giapponesi – e in generale l’editoria fumettistica – sono molto attenti alla privacy e quindi le informazioni sono sempre limitate e spesso non vere.
In ogni caso, a scrivere e disegnare RuriDragon abbiamo Masaoki Shindo, un mangaka nato nel 1998. A soli 17 anni riceve una menzione d’onore al 109° Jump Treasure Newcomer Manga Award per il suo primo one-shot chiamato “Twin Peach“.
Nel corso della sua carriera, oltre a diversi one-shot e piccole opere, è stato assistente di diversi mangaka, tra cui Eiichiro Oda, durante la pubblicazione di One Piece.
L’autore, soprattutto durante la pubblicazione di RuriDragon, ha interrotto più volte il lavoro a causa di problemi di salute; attualmente pubblica il manga sulla rivista digitale Jump+ con cadenza bisettimanale.
Insomma, un autore giovane ma con diverse esperienze interessanti alle spalle. Come se la cava con la sua opera più importante?
Ruri il drago
“Ruri una mattina si sveglia, pronta per affrontare un nuovo giorno di scuola… però questa volta c’è qualcosa diverso: Ruri si è svegliata con un paio di corna! Non comprendendo per quale motivo le sia successo ciò, sua madre le spiega che suo padre in realtà è un drago. Ruri cerca di affrontare la sua vita con tranquillità ma è difficile essere tranquilli quando da un giorno all’altro sei diventata per metà un drago!” (animeclick)
Una trama decisamente insolita, o meglio, insolita per la protagonista: in un manga slice of life a tinte scolastiche non si è mai vista (correggetemi se sbaglio) una protagonista figlia di un… drago.
La scelta dell’autore è in realtà decisamente forte: in un periodo complesso tratta il tema della diversità in modo particolare, caratterizzando fortemente Ruri e poco, purtroppo, il resto dei personaggi.
Inevitabilmente i riflettori sono puntati su di lei e sulle situazioni bizzarre che le succedono – partendo dalle corna fino allo sputare fuoco – ma il tutto è contornato da un piattume generale.
La scena passa continuamente da scuola a casa e viceversa con qualche breve intermezzo di trama vagamente interessante che però non aumenta il ritmo e che quindi rende l’intero volume abbastanza noioso.
I disegni sono carini e, nonostante io sia un amante degli slice of life, questo non mi ha dato l’impressione di potermi tenere incollato alle pagine e, soprattutto, di farmi affezionare davvero ai personaggi dell’opera.
È pur sempre il primo volume, è vero, ma si poteva fare decisamente di più.
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RuriDragon è uno slice of life particolare: aggiunge al classico contesto scolastico un elemento fantasy che nasconde messaggi sulla diversità e sull’accettare gli altri. Nonostante le premesse interessanti a vincere è però la noia.
PRO
- I disegni sono carini
- Sembrano esserci dei misteri…
- Tratta un tema delicato…
CONTRO
- I personaggi sembrano scialbi
- …ma quanto serve per svelarli?
- …ma non basta



